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Ciluiio.
Astcaisni.
Giustelio.
ritto canonico, gli scrittori di storia ecclesiastica, e tutto ciòche può condurre all’intelligenza della disciplina e del dirit-to della chiesa, tutto è da lui presentato con chiarezza, eserve nelle sue mani di fiaccola per mostrare agli studiosi levie da penetrare ne’ più profondi arcani della canonica giu-risprudenza. E quanto non ha giovato il Baluzio coll’erudi-te e critiche sue edizioni de’ capitolari de’ re di Francia,delPepistole del papa Innocenzo III, de’ dialoghi dell’Ago-stino dell’emendazione di Graziano, e con altre opere simi-li, tutte arricchite di nuovi lumi della sua recondita erudi-zione? Quante nuove e curiose notizie non ci presenta l’As-semani nella sua biblioteca del diritto orientale canonico ecivile? Chi non professa grata riconoscenza al Giustelio perla biblioteca dell’antico diritto canonico, che tanta copia dicollezioni, di nomocanoni, di sinopsi, e d’altri monumenticanonici ci presenta? Il Wendelstino, come abbiam detto, epoi con più critica ed erudizione il Pìtteo avevano pubblica-to il codice, che venne detto della chiesa romana . Dopo ilWendelstino diede il Tilio nel 1540 un altro codice, chechiamò della chiesa orientale, cavato da un manoscritto dellachiesa di Poitiers: Cristoforo Giustelio vedendo nell’uno enell’altro canoni o decreti, ch’erano peculiari de’greci o de’romani, voile restringersi a formarne uno, che si tenesse sol-tanto su’ canoni a tutta la chiesa comuni, ch’ei credè poter-si dire il codice della chiesa universale. Dopo di questo pub-blicò di nuovo il codice dionisiano, che potè con qualcheragione dirsi della chiesa romana-, e poi un altro della chie-sa africana. Molt’altri codici e~"molti materiali aveva raccol-ti ed illustrati con prefazioni ed annotazioni per formare unaquasi piena biblioteca dell’antico diritto canonico, che poifinche colPaggiuata d’alcuni altri pubblicarono Enrico suo
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