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e dal microscopio (a). Tali esperienze furono da Luidirette ad emendare la non vera Legge, che di que’movimenti aveano data il Volfìo ed altri. Fra le co-muni corde si può stabilire che ve ne sieno princi-cipalmente due specie (6). Nella prima conteremo lefibre animali o vegetabili torte per un solo verso,quali sono le minute da violino , il filo semplice diCanapa o di lino, 1’ accia . L’ avvolgimento a spiradelle fibre componenti questa prima specie di cordi-celle fa si che tutte le fibre si pongono press’ a po-co in una eguale tensione, e quindi tirando la cordatutte resistono egualmente. Inoltre esse fibre così tortesi stringono insieme irr un sol corpo, di maniera chetendendo il filo che ne è composto, non possono piùscorrere 1’una al lungo dell’ altra e disciogliersi, masi tengono forte in lunghezza, come se ciascuna fibrafosse continuata da un estremo all’ altro del medesi-mo filo. Il disseccamento poi ed il tempo domano lesuddette fibre, in guisa che si addattano quasi natu-ralmente a tutta od a gran parte almeno di quellaspirale torcitura e di quello stringimento, che loro àdato l’Artefice .
La seconda specie di corda che può dirsi pro-priamente fune, è composta di due o più fili, giàlavorati come pur ora, della prima specie. L’Artefi-ce moltiplica ora i loro giri, torcendoli tutti di nuo-vo e separatamente con maggior forza per lo mede-
(«) La eua Memoria intorno alle Corde fu stampata rnolt’Anni dopopel Tona. XI. della Società Italiana p. 642.
(P) Duhamel Art de la Corderie Chap. VI. e VII.