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dotto a soli quattordici. Indarno ritornò Quegli dueanni dopo alla sua sede richiamatovi dall’ Austriaca.Reggenza , e riconfermatovi dai Magistrati che suc-cessero nel 1800. Non andò guari, che vittima din uovi progetti divenne 1 ’ Istituto, piuttosto che ilsuo Direttore, il quale da lunga esperienza persua-so che non potrebbono riuscire chiedeva altamentedi uscirne ; e frattanto per qualche tempo ancorafu costretto di cedere alle replicate e pressanti insi-nuazioni di un Ministero , che lo pregiava , e chepure voleva il bene, ma nella perturbazion degliaffari non trovava la via di procurarlo, finalmen-te nel 180^ ottenne di rinunziare interamente alCollegio, e fu dichiarato Professore d’Agraria nell’ U-mversità, conservando pur sempre un sentimento d’a-more, e direi quasi di tenerezza, a quella Famigliache per le sue cure avea si lungo tempo gloriosa-mente prosperato. Nel 1809 giunto al)’ anno ottan-tesimo d’ età, affievolito di corpo e di spirito, riti-rossi a suoi lari domestici iu Peggio, ed ivi dormì ilsonno de’ giusti il 3 Febbrajo 1813.
Vissi nella stessa Abitazione col Corti sedici An-ni in Reggio , e sedici altri in Modena ; finché nel1794 perii nuovi carichi dei quali m’onorò ERCO LE III. , al provvido Governo di cui pochi altri po-trebbono paragonarsi, fui costretto a separarmi dall’A-non senza scambievole dispiacere. Il servigioe l suddetto mio Sovrano me trasportò dopo Iontan. a la Patria; e quindi nel 1801 dal nuovo Governoinviato tu, , u 8 ; rn jj e uffizio a vivere per molt’ annipresso una Nazion valorosa e leale, dove mi condì