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di Distanza sulla Tavola , come sembra che abbiavoluto nella sua Traduzione far loro destramente si-gnificare il Galliaui. Esse non dicono niente più diquanto ho parafrasato pur ora.
Che se Metodo geometrico e preciso vi fossestato in Grecia di mettere un Disegno in Prospetti-• va ’ ogni studioso di Pittura ne avrebbe, come oggi-dì costumasi, imparate innanzi tutte le regole,, qualNoviziato indispensabile, prima di accingersi all’ e-sercizio dell’ Arte. Or ciò sicuramente non si costu-mava fra i Greci; altrimenti sarebbe stata ridicola efuor di mano la Confessione di A pelle „ eh’ ei la ce-” deva ad Asclepiodoro nelle misure, e quanto un„ obbietto si debba discostare dall’altro,, in un Qua-dro (a). Non vi era dunque allora un metodo infalli-bile di porre nella Pittura al loro luogo le Figure •ma ciò era abbandonato all’ ingegno ed alla destrezzadi ciascuno Artefice. E quindi è che nei ATonumenti
superstiti di Pitture Carnei Bassi ri 1 levi e Medaglie ,altronde estimabili, soventi fiate incontriamo erroritali di Prospettiva quali oggi non si perdonerebbonoal più meschino Artista principiante (6). Ve ne sonobensì altri condotti secondo la prescrizione dell Arte
(c) ; ma questi non sono moltissimi, e non eccede lefacoltà d’
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un uomo , che
sappia governare la propria
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fantasia, il separare colla sola forza dell’Astrazione lelftlma gùn visibili da ciò che il Tatto à loro communi-
(c) Cavius
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