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degli obbietti da noi diviene così eccedente, che In-forza dell’Occhio non giunge a comprenderla : Inquesto caso accorda Tolommeo, che le Figure rile-vate compariranno piane allo sguardo, la Superficiepiana che passa presso che a filo per 1 Occhio com-parirà una linea retta , le Figure quadrate o circolaricompariranno bislunghe e sformate in mille diversimodi, secondo la situazione delle varie loro parti re-lativamente alla Vista. Eccoci finalmente, almeno, inquesto Caso, alle dottrine della Prospettiva; ma che?,, Ma tenterebbe Y impossibile chi con la più sottile,, indagine volesse comporre una Regola , che tutte,, comprenda queste varie Apparenze „. Dopo unatale sincera confessione di Tolommeo, che pure co-nosceva in pieno tutti quanti erano stati fino a suoidì i progressi della Greca Matesi, e^he ci ha datoEgli stesso la Projezione della Sfera sopra d’ un Pia-no, la quale ne è propriamente la Prospettiva, dopouna tal confessione, chi oserebbe asserire pur solo il.Problema della Prospettiva piana essere stato scioltonella sua generalità dai Geometri antichi?
11 secondo Argomento lo traggo dall’ Ottica diEliodoro di Larissa. Nel Capitolo XIV. del primo Li-bro di questa sua opera l’Autore (sia questi Eliodoro, oDamiano poco importa) volendo dare un’ idea delle va-r * e parti dell’Ottica , pone per terzo la Scenografia, ’ laVitruvio nomina altresì, ed alcuni hanno pretesoche f osse ap p Llnto j a s c i enza della moderna Prospetti-va. Or ecco l a Descrizione datacene da Eliodoro (a)
(a) Mi
servo
Ed,zi
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