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vediamo incominciando dai nostri Piedi fin a trentao quaranta passi di distanza da noi. Ma perchè man-chiamo nel figurarci la vera lontananza, manchiamoa l esi nel figurarci la vera grandezza. E così le illu-sioni della Prospettiva puramente visibile la vinconofine, almeno in parte, sull’ educazione del Tat-to 5 d quale non riuscendo a correggerle interamente,ne nasce quindi un secondo genere di apparenze di-verso dal primo, e pur tuttavia discordante dal vero.
2.° Quando osserviamo da lungi un gruppo dimontagne per mezzo alle quali non abbiam fatto lun-ga dimora e familiari passeggi, ci compariscono lepiu alte e più lontane quasi toccarsi colle più basseed anteriori; e ciò massime quando avviene che que-ste prime son fosche e quelle ultime nevate. Quindipoi ci è quasi impossibile in vedendole così da lungi,comprendere colla Immaginazione la Mole enormeche hanno le più lontane; e le nevate sopratutto com-pariscono sempre di gran lunga minori e più bassedi quello che sono in natura . In vasto Edilìzio dimarmi rimbruniti dai licheni e dal tempo eccitaun’ idea di magnificenza e grandiosità; che sviene esparisce in gran parte, se lo coprite di un color chia-
10 e bianco; perchè questo ce lo fa comparir piùvicino.
k . Chi stando fuor di Città ne guarda le Fab-T l ; ch « sporgere Y una sopra dell’ altra come in uns jl atr °’ avr à pena a figurarsi che le sporgenti in altoc °si lontane come pur sono da quelle sopra lequa 1 sembrano sollevarsi. E chi stando là fuori con-tonta una di tali Fabbriche mediocri con qualche a