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Relazione del terremoto accaduto in Siena il dì 26. Maggio 1798 : con l'aggiunta di una tavola in rame e descrizione della Medesima / divisa in sei lettere del Reverendiss. D. Ambrogio Soldani ; pubblicata da Giuseppe Pazzini Carli
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sincere tesi. Pertanto avanzatomi poscia a comunicaread alcuni miei familiari amici le copte dr queste pri-me lettere da me già scritte con premurose istanze mistimolarono essi a pubblicarle ; e perché c o n>ù age-volmente riuscir potesse indussero il Sig G u eposPazzini Carli a domandarmele col disegno di prendersiegli poi tutto 1 impegno per farle imprimere nella dilui stamperia. Io a dir vero ben mi accorgeva, chenon meritavano queste di veder punto la luce ; ma purnon ostante immaginandomi, che avrei potuto agevol-mente con fatto opuscolo appagar la curiosi à dimolti, ove riuscito non fessemi sodisfate a tutti iniscritta, non esitai punto a metter mano ali opra.Molto più che io mi lusingo ancora di potete in que-sta patte giovare non poco a chichessia degli abitantiin Siena col por davanci agli occbj loro unistoriadeTerremoti, li quali per entro il giro di varj secolihan bersagliata questa Città, non mai certamente peratterrirne i Cittadini, ma per consolarli piuttosto edincoraggtrli, come giovami di supporre , che sarà di-mostrando ad essi 1 indole di questi Terremoti, sco-prendone le principali affezioni, ed in particolar modocol proporre quei mezzi, che possono render meno no-civi fatti spaventosi flagelli .

Per questo motivo adunque sembrommi fuor di pro-posito linsister le negative e ricusar di concedereal prosato Sig Pazzi°* Carli il MS. tal quale eramtuscito dalla penna rozzo per avventura . e con troppasollecitudine ultimato. Per lo che scusarammi il Pub-blico, ed io lo supplico istantemente a compiacersidaccettar questa mia tenue fatica contentandosi diquelle notizie, che io ho procurato e creduto esserdelle più vere, senza attendere alle filosofiche conget-ture in queste Lettere qui e sparse per riguardoalla spiegazione d un tal calamitoso fenomeno . 11 tut-to da me si c fatto non g>à per istruire li _ abili ederuditi Fisici , ma per dir con schiettezza il debolemio sentimento sopra d'un naturale eif.-tto. che afoggia dun altro Proteo cangia sembianza e in milleguise trasformasi secondo la natura de luoghi , i iti*temperie delta stagione, e la diversa disposizione dellatmosfera.