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Relazione del terremoto accaduto in Siena il dì 26. Maggio 1798 : con l'aggiunta di una tavola in rame e descrizione della Medesima / divisa in sei lettere del Reverendiss. D. Ambrogio Soldani ; pubblicata da Giuseppe Pazzini Carli
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E che ciò sia il vero cs lo danno ad interi-*.,> dere la fiamma, che si osservò alzarsi da t er - ra il Mercoledì sera alli a5- di Settembre,i, lodore sulfureo da molte persone riconosciu- to, il calore della terra sentito da alcuni en- tro alle fosse subito scavata la terra nel pia -,, no del Padule, la caligine ed effumazione veduta da alcuni il i Z. Gennaro dopo es- sere quasi cessati i Terremoti nel tempo che si crede esser seguita leruzione, e svapora- mento a guisa di mina delle materie rare - fatte ed accese, ed i sassi caduti come si è detto, dodore di solfo, caldi al tatto ed af- fumicati ; e finalmente ristessi rumori a gui- sa di cannonate, seguiti, come si è accen- nato, ci confermano che i nostri Terremoti sono stati cagionati da una rarefazione di materie atte a rarefarsi, prodotta dalleffér-vescenza , e quasi come accensione a guisa delle mine artificiali. E non molto doposentendo ancor egli la forza dellobjezione, checontro la sua ipotesi addurre potevasi dalla cro-sta , che ricuopriva quei sassi, propone la dif-ficoltà in questi termini Mi sento di vantag- gio tacitamente opporre con dire, che per me non si da nelle nostre parti il fuoco nel- le viscere della terra attualmente ardente:,, come dunque potè indursi la crosta fuligino- sa nel sasso escito dallinterno della terra, giacche non si può fare senza por lungo tem- po dal fuoco attuale? Ma io rispondo, che la mentovata crosta può essersi fatta ancoda una pura effumazione» senza che il suo-

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