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Volume V.
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288
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288 DIADELPIIIA DECANDRIA.

Deulschl. FI. >. p. 91. Syn. FI. gara. ed. 1. p. i5z.ed. 2. p. 166. Beichenb. FI. germ. exc. p. 520. Sul. FI.helv. Heg. 2. p. 108. Clairv. man. p. 128. Gaud.Fl.helv. 4- p. 4^2. Heg. FI. der Schweiz p. 68g. Scop.carn. 2. p. 52. Hosl austr. 2. p. 311. Jllion. pedem.

1. p. 32 r. Bìrol. acon. 2. p. 25. Bertolon. amoen.p. 17,0. Polliti, vermi. 2. p. 458. Noce, et Bali, tìcin.

2. p. 3g. Massai'. Prodr. vaiteli, p. 76.

Radice dura , legnosa, ramosa , molticaule, nodosa, ne-rastra esternamente e bianca internamente. Cauli sdra-jati dapprima , indi ascendenti , lunghi da mezzo piedead uno, tubercolati, ramosi, coi rami striati verdo-gnoli, ilei quali i più giovani: coperti talvolta da pelisericei. Foglie sparse r ineguali, sessili, bislungo-obo-vate e lanciuolate, glabre per lo più nella pagina su-pcriore c coperte nel dorso di peli corti argentini de-pressi , ottuse all’ apice. Fiori posti alla sommità deirami tra le ascelle delle foglie , più lunghi dei pe-duncoletti, gialli. Calice bilabiato col labbro superiorebifido e coll’ inferiore tridentato all’ apice , di coloregiallognolo e sericeo al pari della corolla. Vessillogrande, un poco smarginato. Ale aperte , bislunghe.Carina formata di due pezzi uniti all’ apice. Legumelineare-bislungo, villoso, compresso, polisperino.

Questa specie piuttosto rara nella provincia fu da meosservata e raccolta in una selva sopra Cuasso alMonte. Il dottore Massaro, nel suo Prodromo asserisce