338 DIADELPHIA t)EGANDRIA.
p. 3o. Re torin. i. p. i4- Noce, et Ralb. ticin. i.p. 47 .
Radico fibrosa, lunga, sottile. Caule prostrato od arram-picante, tetragono, talvolta subalato, ramoso, supe-riormente sparso ai lati di piccoli peli, lungo dai 4ai 5 piedi. Foglie di 3 o 4 coppie poste sopra lunghipicciuoli ascellari. Foglioline alterne, ovate, od ova-to-lanciuolate , ottuse , mucronate , minutamente ci-gliate , attaccate a corti e grossi picciuoletti. Stipolesemisaettate o semilunate e dentate. Fiori disposti aracemo in numero di 6 ad 8 sopra peduncoli piùlunghi delle foglie , e muniti di pedicelli corti sprov-veduti di brattee. Calice tubolato quinquefido , coidenti corti acuti ineguali, dei quali F inferiore piùlungo. Vessillo obovato, smarginato. Ale bislungheottuse violacee venose. Carena biancastra nel fondoe violacea all’ apice più corta del vessillo. Legumigrandi, bislunghi, polispermi , giallo-pallidi, lunghiun pollice, e larghi 4 linee. Semi rotondi , brunì.
Cresce questa specie in luoghi ombreggiati e freschi. IoV ò raccolta alle sponde del Seveso a Lucino. Nasceanche in vicinanza di Capo Lago , di Maroggia , di^rogito nel Cantone Ticino , e non deve mancarenella Valtellina sebbene non l’abbia osservata , nèla noti nel suo prodromo il D.r Mattarti.