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Volume primo.
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LIBRO PRIMO.

noi stessi, può arricchirci, e non le grosse somme (licui saremmo agli altri debitori (1).

L’interesse è un salario che si accorda al denaroper i servigi che ci rende.

Quando noi abbiamo bisogno di esso nel luogostesso della nostra dimora, ne paghiamo il servizio alcòrso della piazza, a meno che il nostro credito nonsia degradato in modo da offrire a chi ne fa il prestitouna ricompensa dell’incertezza del rimborso (2).

Quando il danaro ci deve rendere i suoi servigiin paese straniero , allora 1 ’ interesse si calcola sulrapporto degl’interessi de’due paesi, del favore o sfa-vore della bilancia di commercio, e della facilità odifficoltà che i capitalisti hanno di fare il saldo diquesta bilancia. Son essi che svolgono questa speciedi mistero, e per esserne i soli iniziati, fan pagare ilprezzo delle loro conoscenze misteriose e la pena de’lorocalcoli, giustificando questo nuovo salario col titolospecioso di provvisione.

(1) Allora il denaro altrui potrebbe recar vantaggio , quando tuttofosse impiegato a riprodurre valori che potessero procurare un’ accumu-lazione da far fronte agl’ interessi , da estinguere i capitali improntati ,e da rimanere per gl’ industriosi somme bastevoli a sostenere le lorointraprese.

(2) Un uomo senza credito non riceve prestiti che ad interesse,tanto più elevato quanto è maggiore il pericolo che corre il prestatoredi perdere il suo capitale. Un prestito fatto a grave rischio è una speciedì giueeo d J azzardo, e rimane fuori le regole ordinarie : il credito simette tra la probabilità di esser rimborsato del capitale nel più breveperiodo di tempo dal solo incasso degl’interessi, c la probabilità di Vederele sue speranze precedute da nn fallimento.