148 LIBRO PRIMO,
coi fatti già conosciuti. Così le nostre conoscenze siaccrescono, non già in un ordine semplice e pro-porzionato alla massa delle nozioni, de’ fatti , edelle classi de’ fatti degli altri uomini; ma in unaprogressione più rapida e più estesa, per quadrati ,per cubi.
Senza dubbio Bacone, Galileo e la Scuola Italianaavevano involato lo spirito dell’ uomo alle teorie visio-narie , e lo avevano condotto dalle ricerche razionalialle lezioni dell’esperienza. Questi progressi erano in-tanto più in generi che in gradi (1).
Ora, le scienze formate dai risultamenti delle osser-vazioni particolari e dell’esperienza, sia maturate e fattea disegno, sia fortuite ed. accidentali , si sono elevateal posto delle teorie, e sono classificate tra i sistemi.
L’ Economia politica e la Statistica , create nel
(1) A Galileo , ed al suo discepolo Torricelli sì debbono le più utiliscoperte di cui poscia profittarono le altre scuole di Europa. Negli ultimitempi Galvani, e Volta ( di Corno ) sono stati gli scopritori di veritàdie , specialmente in Inghilterra , ed in Francia, s'on divenute sorgentidi nuove, e maravigliose scoperte. La Fisica , la Storia , la Politica , dopoil risorgimento delle lettere, sono state create in Italia , e la stessa Eco-nomia vi vanta una scuola che non la cede a quelle più rinomate. I nomidi Bernardo Davanzali , ( i 588 ) , di Giandonato Turbolo , Napoli-tano (1629), di Montanari, Broggia, Galiani, Neri, Carli, Genovesi,Beccaria , 1 Bandini , Vasco, Corrriani, Verri, e Gioja , sono superiori adogni elogio , sostenitori tutti del sistema mercantile , e di quello deltravaglio. Lo stesso sistema di ammortizzazione è dovuto al genio delPapa Innocenzo XI. ( Benedetto Odescalchi di Como ) ( De Montvéran ,Liv. I , Cliap. IH , pag. 119 ). Questo brevissimo cenno sia perP istruzione di quegli Oltramontani che si affrettano a parlar dell’ Italiasenza conoscerla.