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Volume primo.
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160
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LIBRO SECONDO.

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d’interdirgliene il libero maneggio, si sente cornei peruna specie d’istinto ; ma quando si tratta di un incre-mento di proprietà, dall’ acquisto di una proprietàche non si possiede , 1’ attacco diviene oscuro, epressoché insensibile, e 1’ urto non produce che ungiudizio indeterminato ed incerto ; e spesso una illusione,un timor panico, una opinione mal concepita, bastanoa fare scomparire tutto 1’ orrore del danno. Però leillusioni e gli errori degli uomini non cangiano il corsodelle cose : le cagioni che frastornano o impedisconoi progressi della proprietà si moltiplicano e si aggra-vano collo scorrer de’ tempi e col sopravvenir di av-verse circostanze, ed allora si sente tutto il peso dellasciagura, senza che si conosca d’ onde sia venuta , ecome apporvi rimedio. Questi frutti amari di un di-sordine radicale, mentre che aggravano il peso dellamiseria, c talora pure della disperazione, sopra i popoli,fanno cadere i Governi in un imbarazzo da cui è tantopiù difficile di uscire per quanto più il rimedio di-pende dal tempo, della di cui forza essi non hannoil potere di disporre.

È sorprendente come un oggetto di opinione eche si può maneggiare a proprio talento, sia cotantotrascurato, a danno della prosperità pubblica e privata.Che ogni cittadino sia sicuro di ciò che possiede, clicognuno possa far traffico a suo bel grado de’ valoridi cui è padrone, che niun valore rimanga seppellitoed ozioso , che il talento e l’attività dell’ uno sup-plisca all’ ignoranza ed all’ indolenza dell’ altro , chetutto divenga movimento, ed industria: ecco i principii