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Volume primo.
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LIBRO SECONDO.

Infine Io Stato o il Fisco vi trova un vantaggio ,da che colui che ha dato a prestito, quegli che lo haricevuto , e gli operai, divenuti tutti più ricchi, sonoin grado di pagar più facilmente le imposizioni diretteed indirette.

Adunque in quest’ ordine di cose, chi ha datoil prestito , chi lo ha ricevuto , gli Operai, la Società ,la Nazione , lo Stato, tutti hanno guadagnato. Il Creditoè stato per tutti una vera creazione di ricchezze , lequali senza di esso non avrebbero avuto 1’ esistenza.

Intanto il Negoziante va sempre debitore dei100,000 franchi tolti ad imprestito. Esaminiamo in chemodo egli giungerà a divenirne proprietario , senzafar torto a colui clic glieli ha imprestati. Esaminiamocome questa fortuna, da princìpio artificiate, diverràcol tempo per esso una fortuna reale.

Si è veduto che al Commerciante, pagati i 6000 fr.d’interesse, rimanevano ogni anno 4000 franchi. S’eglinel corso di 25 anni ammassasse questi beneficii an-nuali , alla line di questo periodo si troverebbe avereaccumulato 100,000 franchi , che potrebbe restituireal suo creditore. Il tal caso egli si troverebbe posses-sore di un fondo doppio, cioè di 200,000 franchi, egodrebbe per ogni anno il benefìcio di 20,000 franchi.Da quest’ epoca in poi la totalità del capitale non ap-parterrebbe che a lui solo, e perciò anche la totalitàdella rendita. Dunque la sua fortuna artificiale si tro-verebbe realizzata.

Ma, in luogo di consegnare 4000 franchi ogni annoper estinguere il suo debito, lasciandoli oziosi per 20