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Volume primo.
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197
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CAPITOLO PRIMO, §. VI. 197

valore: le cose che non hanno valore sono fuori deldominio dell’ Economia. Quindi, allorché il Creditomette in movimento de’ capitali che sarebbero rimastioziosi, e per ciò come valori negativi ; quando dà unprezzo alle cose che non ne avevano ; quando molti-plica le contrattazioni, e colle contrattazioni i guadagni;quando anima le operazioni di Commercio e d’in-dustria ; quando accresce la fecondità della circolazioneproduttiva, deve riputarsi, ed è senza dubbio unalarghissima sorgente di ricchezze.

Tale e tanta è la potenza del Credito, che spessoopera quell’ effetto che non può produrre lo stessodanaro. S’immagini o il divieto di estrarre il nume-rario da uno Stato Europeo per farlo giungere in unodei porti dell’Àmerica Settentrionale , o che non sipossa effettuile questa operazione che dopo un girocomplicato, il quale renda VAggio così gravoso, chela speculazione ne sarebbe o mutile o, calcolati tutti 1rischi, poco vantaggiosa , allora la prudenza consiglie-rebbe di rinunciarci , e di rinunciar perciò a tutti ivantaggi eh’ essa produrrebbe, quando il numerario sipotesse senza ostacolo spedire in America direttamente.In simile caso e per tale speculazione , il danaro ècome se non avesse valore , ma ciò che non si puòottenere col danaro si ottiene col Credito. Con unacambiale si paga la merce m America , cioè coll untitolo di Credito, e la cambiale tornando in Europanella Banca del compratore , questi alla scadenza laripiglia contra il contante , il quale non esce dalla suacassa, che quando la merce è chiusa ne’ suoi magaz-