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Volume primo.
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206
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LIBRO SECONDO

Sof)

N. p 6 Quando si trattasse di una circolazione con-facente all’uso del numerario effettivo, questa esser do-vrebbe forzosamente lenta e limitata. Come inviare unvalor numerario di più milioni da Parigi a Londra ,da Londra ad Amsterdam , da Amsterdam a Pietro-borgo, nel periodo di alcuni giorni o di qualche mese?Ed intanto un’ operazione impossibile, supposto il solomezzo del numerario , diventa facilissima col soccorsodel Credito. Soggiungo , che qualunque fosse la distri-buzione del numerario, P assenza del Credito obbli-gherebbe ogni Commerciante a tener del suo contantesempre uiou parte in riserva per far fronte a’ bisogniimprevisti ; e questo deposito ozioso e senza fruttosarebbe tanto più procrastinato per quanto più lentosarebbe il corso degli altri suoi capitali circolanti.Inoltre, avendo bisogno di grosso capitale per eseguireuna speculazione lontana, dovrebbe attendere che lesue diverse frazioni già impiegate ad altrettante spe-culazioni , ritornassero nella sua Cassa sino alla con-correnza di quella somma. Quanta lentezza ! quantiostacoli! quante perdite! quanta scarsezza di profitti!quante operazioni commerciali eseguite ad azzardo, eseguite da perdite, perchè fatte intempestivamente !Conchiudasi che , dove mancasse il Credito, il mondodell’ Industria e del Commercio sarebbe un mondobuio, un mondo senza luce e senza vita.

Parmi, se non m’inganno, che tutta la dottrinadel Say poggi sull’ idea eh’ egli ha data del capitale.JÉ egli vero che il capitale sia e debba essere unvalore reale? Non è desso piuttosto un valore che ha