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Volume primo.
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239
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CAPITOLO SECONDO, §. III. Ss3g

tesima parte del prodotto annuo, potesse essere distoltada questo impiego , e convertita in sussistenze , inutensili ed in materie prime , la potenza produttivadel paese ne riceverebbe un accrescimento propor-zionato.

Se si considera che il prodotto annuo è uguale,non solamente a tutta la rendita netta del paese, maanche a tutto il capitale, eccettuato la porzione com-parativamente piccola che si nomina capitale fìsso oimpegnato, è facile di vedere quale immensa addizionesi faccia ai mezzi di produzione, sostituendo ai metallipreziosi un altro segno, per servire come istrumentodi cambio (1).

Bisogna osservare che ovunque la carta moneta èpresso a poco concentrata nella circolazione di com-merciante a commerciante, come in Londra, vi è sem-pre abbondanza di oro e di argento. Ove questa cartasi spanda nella circolazione dal commerciante al con-sumatore , come accade in Scozia, e più ancora nel-T America Settentrionale, scaccia pressoché alPintuttol’oro e l’argento dal paese, e quasi tutti gli affari delCommercio interiore si fanno colla carta.

Regolando la carta moneta di modo a concentrarlapressocchè per intero nella circolazione da commerciantea commerciante, le Banche ed i Banchieri non sarannomeno in grado di prestare presso a poco gli stessisoccorsi all’ Industria ed al Commercio del paese , di

()) Mill, Se et. X.