CAPITOLO TERZO. 167
tutti quei vantaggi che nascono da una generositàopportuna e ben maneggiata.
Quando lo spirito di meschina parsimonia prevalesull’ animo di un Ministro finanziere , dalle trattativesorgono opposizioni che hanno della soperchieria, edallora si dà origine ad una prevenzione che impercetti-bilmente attacca le basi del Credito pubblico. Si riesce ,egli è vero, a fare un prestito a condizioni vantaggiose,ma informato il pubblico de’ mezzi adoperati perriuscirvi, ad ogni nuovo bisogno s’incontrano tali etante difficoltà, che per superarle si è obbligato a faresagrificii i più costosi. Qual Economia puerile è quelladi far un piccolo risparmio , che prepara perditeingenti , esponendo anche il prestatore a fare deisacrificii certi ?
La combinazione di un prestito pubblico dev’ esser
tale che ognuno si solleciti a prenderci parte ..
e che il beneficio degli specidatori sia tanto mo-deralo quanto è possibile. Ben comprese questeparole del Necker , si deduce chiaramente chela combinazione dev’ essere lusinghiera per gli spe-culatori , e che giova più accarezzarli con unagenerosità discreta, che disgustarli con una intem-pestiva avarizia.
Non mi si rinfacci che io intenda trattar lacausa degli speculatori a danno pubblico, o che laprofusione delle rendite pubbliche sia per me dileggierissimo peso : ben lungi da ciò , non sapreitroppo raccomandare al contrario la causa de’ con-tribuenti ; ma io credo di far la miglior difesa di