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Volume primo.
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285
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CAPITOLO TERZO , §. VII. 285

di Sijnpson, di HocLson , di Moirre in Inghilterra,di Kerseboom in Olanda, di TFargentin in Svezia,di Eulero, S’ Unmilch in Germania, di Duprè deSaint-Maure, di Parcieux, di Busten, di Saint -Cyran in Francia.

Pont-Chartrain , per P avidità che aveva diprendere a prestito , fu il primo a ricorrere nel 1690a quello delle rendite vitalizie. Dopo la caduta delsistema di Law nel 1721, questo metodo prevalse ,gl’ impronti perpetui cessarono, e Machault nel 1745cominciò a gettare le fondamenta del Credito.

Le rendite vitalizie non mancano d’inconvenienti ;da che sono vantaggiose a chi riceve il prestito , esvantaggiose a chi lo fa , Io Stato deve rinunciarvi.Lo Stato è un padre di famiglia che non deve cercarmai il suo vantaggio a detrimento de’ suoi figli.

V impiego a vitalizio d’ altronde è immorale ;esso favorisce ed alimenta l’egoismo; per raddop-piare i proprii godimenti, si sagrificano gl’ interessidella propria famiglia, a Questa maniera d’improntare,dice Forbonnais , è senza contraddizione meno one-rosa dell’ altra ; ma non lascia di essere pesante alloStato per i grossi interessi che bisogna pagare, eancor di più per il gusto che comunica ad una infi-nità di persone per lo celibato e per 1 ’ ozio. Si possonovedere padri e madri abbastanza spregevoli per im-piegare a questo modo una parte della loro fortuna.,che la natura reclama invano in favore de’ loro figli.Questi sventurati intanto, educati nel fasto e nellamollezza imparano dalla fanciullezza ad essere mai-