CAPITOLO QUARTO, §. 1 . 3^5
Il Cardinal di Fleury è chiamato a governar laFrancia. La virtù e la saggezza seggono sul Trono.Lungo tempo l’istitutore del suo Re, sempre il suoamico, e non mai il suo adulatore, Fleury divienela sua guida ed il suo appoggio. Benefattore dellaFrancia, ed in certo modo dell’Europa, sembra egliun angelo di pace che arresta le discordie e 1’effu-sione del sangue umano. La popolazione si accresce,le campagne si fertilizzano ; le messi, lungo tempodistrutte dalla guerra, pagano i sudori di coloro chele fanno nascere ; il commercio prospera, e lega tuttii popoli ; gli uomini cessano di scannar gli uomini :essi vivono più lungamente, e vivono felici.
L’Economia di Fleury e del Signor LepelletierJDesforis, successore del Signor Dodun, andò troppooltre nella riduzione delle rendite vitalizie ; e dimi-nuendosi così i fondi di rimborso , il sistema deiSignori Paria parve abbandonato. Violente mormora-zioni si eccitarono perciò da ogni parte.
Operazione più savia fu quella di ridurre le mo-nete al loro valore.
Dopo un anno, il Cardinale riconobbe l’ingiustiziadella riduzione delle rendite; il Consiglio di Stato fuincaricato di ricevere i valori de’ particolari proprietariidi queste rendite, che furono ristabilite presso chetutte al loro primitivo valore.
Le idee di Credito germogliando, il Governo gettòle basi di un nuovo sistema di ammortizzazione. Senzacreare imposizioni ogni anno, esso prese dalla suapropria rendita sei milioni, pagabili al Tesoro alla