CAPITOLO QUARTO, §. III. 421
dai misteri e da giuochi della Borsa , in parte dallascienza de’ movimenti reali ed apparenti de’ capitali,dalle vicende dell’ Interesse , dell’veggio, del Cambio ,ed in parte dall’ aver sott’ occhio lo stato dell’ Industriade’diversi paesi, e dei rapporti commerciali eh’essaha latto e farà sorgere tra di loro. I Banchieri chesogliono avere miglior conoscenza di queste regole,le quali per dir così essi leggono su di una cartagenerale del Globo , offrono nei loro servigi, ai Go-verni bisognosi tutte le apparenze di moderazione , etalora anche di generosità. D’ altronde in quei serviginon si nascondono per le menti acute e destre nellemanovre Finanziero-Commerciali le cause che senzarischio gli fanno comparire agevolanti, e che nell’assi-curare realmente il grande loro utile, sotto l’aspetto deldisinteresse costituiscono la gravezza degli Stati. Ionon saprei abbastanza raccomandare lo studio di unascienza superiore a tutte le sottigliezze israelitiche,e per lo quale sempre son posti più o meno in salvogl’interessi dello Stato. Che ogni debito si contraggacon avere, direttamente il carattere di produttivo , oalmeno eserciti indirettamente una forza la quale ocrei o rinvigorisca l’Industria, e che estinguendo dase stesso garentisca anzi che offenda le sorgentidella riproduzione , e rispetti i frutti del travaglio.Questi principii consagrati in ogni sistema di Finanze,i bisogni ed i debiti pubblici non si succederebbero avicenda in immensa catena, si cesserebbe di scavarsempreppiù quell’ abisso che presto o tardi deve in-ghiottire tutte le fortune, e svanirebbe per sempre