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Volume primo.
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426
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LIBRO SECONDO

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accortezza (1) che in poco spazio di tempo le Obbli-gazioni Siciliane furon ricercate in tutte le Borse ,e s 1 2 elevarono a tanto favore, che non solo sorpas-sarono i fondi Napoletani, ma gareggiarono benanchecon quei delle Potenze di primo ordine.

Ecco un fenomeno , ed un fenomeno maravi-glioso , da cui un altro popolo avrebbe fatto sca-turire una nuova sorgente di ricchezze , quandocchèsi può dire che sia divenuto vano e come perdutoper la Sicilia. Ma dicasi pure il vero : quell’ effettodura ancora , e se il Credito Pubblico Sicilianosarà consolidato coi principii ormai divenuti co-muni a tutt’ i popoli inciviliti , io non dubito chenon abbiano a trarsene precoci ed utilissimi risul-tamenti.

Sebbene io non possa 7 almen per ora , entrarein maggiori e più precisi ragguagli (2) , gioverànondimeno , istruire il pubblico dell’ attuai situa-zione della Sicilia , relativamente all’ argomento chetrattiamo.

Consultando lo Stato discusso del 20 dicembre

(1) Ottenni per sino da S. E. il Ministro delle Finanze di Franciache implorasse dal Governo il favore, che il corso della nuova specie diquesti fondi pubblici fosse proclamato e segnato ogni giorno nel Bol-lettino Officiale della Borsa di Parigi, loccliè fu fatto all’istante colledebite ritualità, c con estrema compiacenza da parte del Miuistro.

(2) Chi amasse avere una quatehc idea dell’ Amministrazione finanzieradella Sicilia ne’tempi da noi lontani, potrà leggere il Mongitore. Questoscrittore ha in un quadro raccolto le offerte de’ donativi fatte da’ vari»Parlamenti, cominciando dall’epoca Aragonese sino ai nostri giorni.

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