CAPITOLO SETTIMO, $. III. Il5
danaro , colla creazione di lettere di cambio fittizie , diaccettazioni reciproche, e di altre carte di circolazione,che fanno scontare sia dalla Banca , sia da’particolari.Coi Fondi eh’ essi si procurano in questo modo com-prano gli Effetti pubblici in contante, e li rivendonoa termini più o meno lontani ad altri speculatori,che hanno molta confidenza nell’ Alto futuro , perdecidersi ad acquistarli a prezzo più elevato di quelloa cui i Banchieri gli avevano acquistati in contante.
Questi ultimi Speculatori formano una terza Classe,le cui operazioni favoriscono prodigiosamente Y Altodella Borsa , perchè danno il mezzo di compraresenza danaro, o almeno di essere in qualche modoproprietarii degli Effetti prima di averli pagati.Quando il di loro prezzo sorpassa ciò che gli uominiilluminati riguardano come un valore ragionevole,costoro prevedendo il Basso cercano a profittarne nelleloro speculazioni. Allora essi vendono per consegnarea termine qualunque gli Eff'etti che non hanno , easpettano per comprarli che il Basso ve gl’ inciti oche la scadenza de’ loro mercati ve gli obblighi.
Si vede da tutto ciò che ogni speculazione inEff'etti pubblici non può realizzarsi che dietro dueoperazioni contrarie , una compra ed una vendita.Non vi è cosa che obblighi lo speculatore a comin-ciare piuttosto dall’ una che dall’ altra di queste dueoperazioni. La sola opinione AoYYAUo o del Basso fu-turo lo determina. S’egli pensa che gli Eff'etti dovrannoinnalzare, compra da principio della Borsa per ven-dere più lardi; se pensa al contrario che dovranno