LIBRO TERZO.
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di un maggiore incremento che avrebbe prodottonell’ Industria, nelle Manifatture e nelle Rendite gene-rali del Regno (1).
Io lo so che tutte le Banche stabilite o che si sta-biliscono, sono soggette a mancare, quando si supponeche il Principe o gli amministratori , sconoscendo iveri interessi dello Stato, e trovandosi in estremo bi-sogno di denaro, potrebbero impadronirsi di tutte lesomme depositate nelle Casse. Ma quando si ricorrea queste deplorabili risorte di un fallimento pubblico,esse son sempre il sinistro presagio di qualche cala-mità pubblica.
Questo danno non è però da temersi, dietro ilsistema col quale io propongo di stabilire un Creditopubblico in Sicilia. D’altronde la Religione e la puramorale del Sovrano non permetterebbero al suo Mini-stro un abuso sì mostruoso, quando esister potesse uuMinistro capace di un simile attentato. Gl’interessi delSovrano sono strettamente congiunti a quelli de’partico-lari, soprattutto in ciò che riguarda la parte Economicae finanziera. Un popolo ricco, e che gode di un granCredito , offre al Governo immense risorte: un Governoè debole, angustiato , impotente, quando il popolo èmiserabile, screditato. La morale dunque e l’interessesono guardie cosi potenti della proprietà e del Creditopubblico , che potrebbe attentarvi solamente chi siproponesse per scopo di spandere la calamità e la
( 1 ) to', Meni. 11 , sur Ics Banqii.cs.