CAPITOLO TERZO. 279
non possono mettersi in Circolazione senz’aversi lapiena sicurtà di poterli cambiare ad ogni minimo attodi volontà in moneta effettiva.
Ma questo non è ancor tutto ; ella è una massima,in Economia politica, che speculazioni di tal fattanon mai portano conto ai Governi, perchè è il solointeresse de’ particolari che può ben diriggerle , invece gli agenti pubblici qualunque fosse il loro im-pegno , non essendoci direttamente interessati , nonhanno mai tutto quell’ incentivo che si richiede ondesimili affari fossero condotti con saggezza ed utilmente.
Per queste ed altre ragioni che io tralascio peramor della brevità, sono di unanime accordo i saggiEconomisti, che non è de’ Governi P ingerirsi diret-tamente in imprese di simil natura; conviene loro diproinoverle, e lasciarne la cura ai privati, che solopossono avere tutte le disposizioni a ben riuscire.
Risposta. Le idee comprese in queste opposizioniessendo generiche, la nostra riposta sarà per esse con-cepita in sensi generali.
Non è di necessità che una Banca abbia a cir-coscrivere le sue operazioni allo sconto ed all’ improntode’capitali; c quando anche avesse luogo questa ne-cessità, non potrebbe trarsene veruna conseguenza insuo disfavore. Di ciò par che convenga P oppositore,e solamente vuol che questo Stabilimento sia confidatoalla cura e all’interesse de’particolari, piuttosto chedi essere per conto del Governo.
JP esistenza delle Banche di Parigi, di Londra ,Vienna, Pietroburgo, Berlino, Lisbona, Amsterdam,