CAPITOLO TERZO.
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e progressive ? D’ altronde, improntare non significaimporre colla legge di anticipazione? Infine è pur danotarsi che i prestiti hanno il limite eh’ è necessaria-mente fissato dalla natura stessa del Credilo. Quantopiù un Governo impronta, tanto più si espone à man»care a’ suoi impegni , e perciò tanto più restringe ilsuo Credilo. Se vi sono di coloro che profittano dellaprodigalità de’ Governi , come gli usurai profittanodella dissipazione di un figlio di famiglia, questi sonpochi , e posson chiamarsi improntatori di azzardo ;ma pure la di loro avidità è circoscritta da quellariserva che mettono in non esporsi a perdere i diloro capitali.
« Improntando continuamente, dice Craiiford (1),la massa degl’ interessi si accresce sempreppiù, e lafacoltà di pagare deve diminuire nella stessa propor-zione ; in questo caso che diverranno i capitali egl’ interessi » ?
I confini del Credito sono gli stessi che quellidelle imposizioni colle quali si debbono pagare gl’in-teressi ed una porzione del capitale (2). Il Governomedesimo fissa questi limiti, quando conosce la ne-cessità e l’interesse che ha di fissarli.
Difficoltà’. Gli Effetti della Banca di Siciliapossono trasformarsi in Carta-moneta , ed allora coldiscredito di essi ne risulta la perdita del Creditopubblico e privato, la rovina della Banca, e la rovina
(1) Sect. I.
(a) V. Gap. VI, Parte II , f. V.