CAPITOLO SESTO, ED ULTIMO. 34.5
vorrebbe arrivare , se portando tropp’ oltre questirimborsi, si trascurasse di valutare la misura ra-gionevole delle contribuzioni : è necessario cbe tuttii movimenti dell’Amministrazione sieno dolci e facili,affinchè non si travegga mai il limite delle sue forze,e perciò possa essere continuamente secondata dal-l’immaginazione , questo gran motore dell’ opinionee della confidenza degli uomini.
Il vigore del Credito , e il ribasso naturale del-
l’interesse che II’ è la conseguenza , sono uno de’sOC-corsi più efficaci per giungere alla diminuzione deidebiti ; questo mezzo si lega al buon trattamentode’ contribuenti, e conserva ancora alio Stato tutto ilbeneficio che risulta dall’ influenza del tempo. Dalmomento infatti che l’interesse del numerario vienea scemare al di sotto del rapporto eli’ esiste tra lerendite pagate dal Sovrano e i capitali di cui egli èdebitore, il Governo è allora in stato di decidere iproprietarii de’ fondi pubblici a soscrivere essi stessialla riduzione dell’ interesse del loro Credito. Perrendere quest’ operazione legittima, è necessario cheil Sovrano offra il rimborso de’ capitali dovuti a coloroche si ricuserebbero ad una simile riduzione ; e sicadrebbe in grave errore se si credesse che similidisposizioni esigano dalla parte del Governo risortestraordinarie , e tali che non si potessero attenderedalla situazione ordinaria degli affari. Senza dubbioquanto maggior comodo l’ordine e l’Economia avreb-bero messo nelle Finanze, tanto piìi l’operazione in-dicata diverrebbe facile j ma ciò lo crederei ancoravoi.. li. 44