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Volume secondo.
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394
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3g4 APPENDICE PRIMA.

I capitali chiamati ad un impiego che si facevasotto l’immediata protezione del Governo, offrivanoima risorta in tempo di scarsezza, e un modo faciledi sgravarsene in tempo di abbondanza. Così scorre-vano essi attraverso di tutto lo Stato, offrendo all’ In-dustria i mezzi di cui poteva mancare per divenirefeconda, ed apportando, come al corpo fa il sangue,che scorre dolcemente per le vene, dà per tutto laforza e la vita (1).

In somma taf era l’indole de’ Monti Iiinocenzicini,eh’ essi potevansi considerare come i sostegni delCredito , i ministri dell’ Industria, e tante sorgenti diopulenza. Dal seno del Credito essi facevano nascere lerisorte , ed un’ -Ammortizzazione lenta e naturale nerendeva il carico pressocchè insensibile. L’ abbondanzacorreva in soccorso del bisogno, ed il bisogno ricom-pensava l’abbondanza, dandole nuove forze e nuova

di speculazione. Le speculazioni di quei tempi non erano cosìgigantesclie, come quelle di cui fa pompa il moderno spiritofinanziere, ma erano sempre sicure e feraci, riguardavanocostantemente la riproduzione, e non esponevano le fortune dellefamiglie all’ azzardo di un giuoco distruttore.

(1) Son tentato di rassomigliare le cip’e di quel GovernoPontificio a quelle di un giardiniere che siegue il corso delleacque destinate ad inafliar la terra che coltiva, onde darle loscolo e la direzione necessaria ad ottenere una generale edequabile irrigazione. Ove queste fossero mancate, esso ricorrevaalle sue particolari riserve, per mantenere quell’equilibro ge-nerale senza di cui non può aver luogo l’ordine costante dellariproduzione.