Band 
Volume secondo.
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398
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APPENDICE PRTMA.

1796, di modo che attualmente nell’ estate non restano inon-date che circa cento rubbia, nè più di mille nell’inverno. Iterreni asciugati si concederono in Enfiteusi. Il Duca Braschi,nipote del Papa, ebbe due mila nove cento e cinque rubbia diterre coltivabili, e mille rubbia di bosco , pagandone però ilcanone eguale a quello che pagano tutti gli altri (*).

Per supplire alle spese dell’ opera, Pio VI accrebbe ilDebito pubblico, creando quattordici mila trecento novanta trenuovi Luoghi di Monte, di cento scudi per ciascuno. Dalla venditade’medesimi, atteso il Credito in cui erano i pubblici fondi,si ritrasse un milione sei cento vent’uno mila nove cento ottan-tatre scudi. L’interesse al tre per cento, clic per tal debitopaga annualmente l’Erario, è di scudi 45,179. Aggiungansi annuiscudi 152,000 per le spese di manutenzione , ne risulterai chel’asciugamento delle Paludi Pontine, costa annualmente all’ErarioPontificio oltre Cinquantacinque mila scudi. Dai canoni de’ter-reni conceduti ad Enfiteusi non si ricavano che 52,6'oc) scudi,onde per questo calcolo vi sarebbe un annuo discapito di circa22,400 scudi. Devesi però considerare che da’ terreni asciugatiraccolgonsi annualmente circa dodici mila rubbia di frumento,e ventiquattro mila di grano turco, oltre i pascoli che nudrisconouna quantità considerevole di armenti 5 onde lo Stato è indiret-tamente compensato di quello che direttamente perde. Prescin-dendo finalmente dal tutto, la Via Appia ristabilita per lepianure pontine, invece della disastrosa e insieme più lunga che

(*) Però se quelle due mila nove cento c cinque rubbia di terrecoltivabili si fossero suddivise e vendute all’incanto iu piccoli lotti;fi Governo ne avrebbe probabilmente ritratto col prezzo, e colle renditedi che pagare più volte la spesa dell’ intrapresa , e gli sarebbero rimastele mille rubbia di Bosco che non si dovevano per niun conto alienare.

■ • Nota di G. D. W.