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» Datura desidera e vuole. Ferveva» il gran lavoro e si appressava alla»> meta desiderata, quando egli» cessò di vivere. Rimanevano al-» cune difficoltà da superare, en quella principalmente delle pe-si» seaie, e ninno era fra noi che» bastasse a tanto. Quindi l’opera» rimase interrotta nel maggiors» uopo, e per così inopportuna in-» terruzione, accresciuta la forza» delle acque pel ristretto alveo» superiore del fiume, si è rialza-s» to l’inferiore con quella ruina» che tutti scorgono nelle adia-» centi campagne n. Ma 1 ’ uomoproteggitore delle scienze e amicosincero del ben essere umano noiapuò ai vantaggi di una sola partedella patria consacrare i suoi sfor-zi e mirar l’altra nel tempo stessomiseramente perire. Il nostro Ar-nolfini vedeva i danneggiamentiche il vasto lago di Bientina, gia-cente alla sinistra del Serchio, ac-cagionava alle lucchesi ed allopisane pianure per il continuo in-nalzamento del fondo e per la cre-scente copia delle acque, che pernon pochi torrenti, scendendo daimonti contigui, gli tributavano ;ed altamente meditò sul modo diripararvi. Si conduca, egli disse,un canale dal lago di Sesto (o Bien-tina) fin presso al fiume Serchio.Esso per una botte sotterraneapassi sotto 1 ’ alveo del fiume, indigiunga alle falde del monte diBalbano. Gli si apra con l’arte perquesto monte il passaggio ondemetta foce nel lago di Maciuccoli,ed alcune fosse che da questo per-vengano al mare, potranno age-volmente, ove sieno dilatate, con-durre le acque dell’uno e dell’altrolago. Il felice pensiero ebbe l’ap-provazione del Boscovich e delioCanotti chiamati per esaminarlo;e se l’abate Ximenes Io fe’ suo inun’ opera stampata in Lucca nelciò fu per aderire alle pre-ghiere deli’A.niolfini, il quale non
ignorava che un celebre nomespesso basta per aver fede dalla mol-titudine. Intanto la fama del suoprofondo sapere e delle sue operesi divulgava ; e mentre la patriaapplaudeva ad un figlio sì beneme-rito, altre terre del suo consigliolo ricercavano. Per questo appun-to nel 1784 sotto il pontificato delsesto Pio noi lo vediamo portarsinelle valli bolognesi per condurrea termine con somma sperienza ilprogetto di liberarle dalle acquevaganti del Beno, tracciato appenadal p. Antonio Lecchi Gesuita egià incominciato sotto la direzio-ne del colonnello Giovanni An-tonio Boldrini. Per questo fu e-letto dallo stesso Pontefice sapien-tissimo ad indagare le cause chenel Comacchio avevano resa inalcuni anni minore la pescagio-ne delle anguille. Per questo in-fine ei fu chiamato a mostrarealla principessa di Gerace comedovevano regolarsi i torrenti deifeudi suo;} al conte della Gherar-desca qual regolamento fosse d’uo-po tenere per le acque delle cam-pagne di Bulgari e di Castagneto ;e a S. A. S. Maria Teresa Cybod’ Este duchessa di Modena comefrenar si potesse nel territorio diCarrara la Parmignola. In mezzoa tante scientifiche occupazioni o-gnuno lo avrebbe creduto uomoausterissimo e che niun momen-to concedesse a far lieta la vita,ma grande allievamento alla faticaerano per lui la ginnastica e lamusica che, esercitate con traspor-to e con raro successo, rendevanopiacevolissimo il suo amichevoleconvei'sare. Lo stesso M. de la Lan-de, fra i moltissimi encomiatoridell’Arnolfmi, al cap. a 3 del suaViaggio in Italia, cosi infatti scri-veva n M. Attilio Jlrnolfini actuel-lement prepose à Iinspection deseaux des canaux; ori ne pourroittrouver dans les plus grandes ca-pitales un jeune honime aussì