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[Volume primo e volume secondo.]
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sono da notarsi 1g bellissime fi-gurine incise ne' paesi rotondiintagliati dal Vivarez sui dipintidel Zuccarelli : e si estimano mi-rabili le altre figure introdottene’ paesi dell’insigne Voulet, nel-le quali dicono i maestri essereuna venustà infinita, una mirabi-le economia di artificio e una av-venenza incantatrice. E quandoimparzialmente si prendonoa con-siderare le precipue sue opere: lamorte di Lord Chatam, incisionedi sopra sessanta figure, ritratti diCopley : e il Silenzio : e la nascitadi Pirro : e 1’ Adultera del Carac-ci : c la Clizia mutata in elitropio:e il Diploma del Cipriani suo ami-cissimo: e la Didone, e l’Olimpia,o tante altre opere sue, sì è con-dotti a confessare che in queste,secondo il giudizio de’ veri intel-ligenti, risplendono le più belleparti dell’arte, cioè: una giustaripartizione di luce che aiuta ilrilievo, una vaga trasparenza, mol-to impasto di carne , una soavità,grassezza e morbidezza estrema dicontorni, una facilitatale, che perservirmi dell’espressione degli ar-tisti veneziani , si direbbe moltisuoi lavori essere stati piuttostosoffiati, che incisi col ferro. Egrande jattura è per l’arte sua epel suo sommo credito, che tantipregi non siano sempre accompa-gnati da un disegno magistrale ein ogni parte compiuto : che va-rie sue incisioni a taglio accusinoil granito pel lungo abito contrat-to nel medesimo : e che talora eisi conceda tanta licenza e infedel-tà da rappresentare, sempre peròcon molta bravura, più sè medesi-mo, che il suo originale.

Ma per assolvermi da molte co-se con una che tutte le altrecomprende, e compensa ogni man-camento soggiungo, eh’ egli salìad una meta altissima, e tanto piùgloriosa, che da niun altro può es-sere ma; tocca, che non abbia quel

caro e rarissimo privilegio ad e«-so compartito dalla benignità del-le sue stelle, cioè la grazia, distinti-vo nelle arti del bello, che ci fa piut-tosto unici, che glandi: riso dellanatura, che balena nelle opere delgenio: celeste giocondità, che ciallaccia il cuore: lampo di unapace e letizia di paradiso, che di-scendendo dal cielo nel petto dipochi traspare nelle opere mate-riali e intellette, e ravviva la no-stra speranza a cose maggiori diquelle che si possono in questamisera terra fruire.

Palladio fu 1’ architetto delleGrazie , Coreggio il pittore delleGrazie , Metastasio il poeta delleGrazie , e Bartolozzi ne fu l’in-cisore. Tutti codesti ebbero forsealcun difetto; ma questa dote pre-ziosa da sè sola li rivendica neiprimi seggi e fa sì, che in mezzoad una grandissima dovizia di uo-mini preclari, essi emergano so-li, e lascino dopo sè la disperazio-ne per quanti presumessero pareg-giarli. Che già la grazia conseguirnon puoi da’ precetti, non dagliesempi, non dallo studio ostinatoe profondo, uè da vario diuturnoesercizio. Detibe fiorire dal cuore;e ingenua e vergine, quasi senzatua considerazione, spargere conangelico magistero sulle tue operei più eletti, i più vaghi, i più odo-rosi fiori del bello.

Due vantaggi si vogliono deri-vare da quanto fin’ ora si è ragio-nato : uno torna utile a tutti gliartisti, ed è, che quale intendeall’acquisto intero di una delie ar-ti maggiori, non dee sulle primedarsi ad arti secondarie, e a prati-che di maniera, perchè semprepoi nelle opere sue riterrà il ve-stigio di quella pratica: dicea ilCanova, mai non potrà cancellareaffatto le macchie del peccato ori-ginale.

L’ altro ammonimento deb-bo profondamente imprimersi