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[Volume primo e volume secondo.]
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di Gregorio XIII, un’altra nellaelezione di Clemente XIII , laquale è in luce, siccome è detto.Quanto ai versi, aveva acquistatodall’ esercizio tanta facilita che lifaceva estemporanei anche passeg-giando; senza che avesse mai adesiderarsi la eleganza e quellacara armonia che empie l’orec-chio e viene all’ anima. Fu in Ar-cadia Perelao Megaride, e delleaccademie degl’ Infecondi e degliOcculti onore e lume. Quanti disquisito sentire convenivano a Ro-ma non potevano lasciare di visi-tarlo, e ne rimanevano presi di ri-verenza e d’amore. Fu d’imiocen-ti e schietti costumi, non invido,non querulo, poche parole, sicurogiudizio, ottimo cuore, che traspa-riva negli atti e nel volto. Onora-to da’principi, caro a tutti, infiam-mava allo studio singolarmente igiovani: vedendo i quali porgersiornati di belle virtù si allegravanella speranza del futuro: dellareligione osservantissimo , ognivolta che parlava di Dio e dellaVergine ai cari allievi non ritene-va le lagrime : coi simili a sè ebbeamicizia sincera , massime collo>Stay e col Marotti, che ricevettele sue ultime volontà. La sua salu-te fu ferma sino quasi all’ottobre1794, che patì di stranguria assaigravemente : parevane sollevatoquando fu colto d’apoplesia, e do-po sette giorni spirò nel baciodel Signore, il 22 novembre dìquell’anno. II duca Odescalchi,suo mecenate, lo sovvenne ancoranella infermità largamente : gliamici non mancarono di pietosiuffici : delle sue facoltà istituì unpatrimonio sacro che dopo il Ma-rotti tosse conferito dal Vicario diRoma ad un allievo del Semina-rio romano, il quale celebrasseogni giorno per la sua pace. Nonvolle pompa di funerali, onde lamodestia della vita non mancassealla morte ; fu sepolto a’ ss. Apo-

stoli. Giuseppe Antonio Tarufifi lopresentò di elegia latina (i); lo-daronlo il conte Michele Sorgo eGioacchino Tosi, che pubblicò contitolo all’ Odescalchi — De vitaRajmundi Cimiciài Comentario-lum. Romae, 1795 in 8 . ristampa-to nel Tom. XVI delle Vite dimons. Fabroui : Iodavalo il Caval-ieri (2), e il Cancellieri pubblicòde’versi di lui che da Pietro Piz-zelli, nipote di Lida, ebbe in do-no: tra i quali singolarmente quel-li ad onore del Mengs e dell'Alfieri,riprodotti con altri del Cnnichnel Giornale Arcadico, che sino dal1819 esce Roma per cura delprincipe d. Pietro Odescalchi. Unelogio ( inedito ) ne disse in Ar-cadia nel 1795 il principe donAgostino Chigi, e ne parlò il p.Francesco Maria Appendini nelVoi. 2. di Notizie Storico-critichede' Ragusei (Ragusa 1802).

Opere edite.

Clemente Nili. p. m. renuntia-to, Oratio habita ec. 1758. Romaein 4.

Selecta carmina Graecorumversa latine, (coll 'Eco del Zama-gna) Romae 1764 in 8.

Prose e versi degli Accademi-ci Infecondi, Tom. I. a pag. 5 oo,3 o 5 . Roma 17G4 in 8 .

Elegia e due Epigrammi pelsenatore Abbondio Rezzonico. Ro-ma, 1 766 in 8.

Arcadum Carm. Pars III. Quat-tro Elegie a pag. 200. Romae, 17G8.in 8.

Anthologica, sive EpigrammataAntliologiae Graecorum selectalatinis versibus ec. Romae 1771in 8. — ristampata ( 1827. Regiiin 8. ) ed alcuni nella raccolta delMorcelli (Electorum, 181 4 - Bri-xiae in 8. ).

(lì C,lor lett. a'confini d’Italia 178.7.

(2) Bibliotk. Script. Soc. Je.su Sup-plemento. Romae 1814-1816.