fio
degli oracoli suoi, rhie al senno ealla destrezza di tal prelato, poinel 1^53 Canonico di s. Maria Mag-giore. Di leggieri darassi ognunoa credere che salito egli a tantaaltezza, sdegnasse, co m e il più del-le volte accade, chi in basso locovivea 5 ma oh quante» s’ era lungidal vero! Nuli’ uomo a lui ne ve-nia, nullo di suo consiglio o d’aiu-to il chiedeva, che non ne andas-se lieto, e il più presto pago. Col-l’indigenza, cui egli fu l’amicoed il padre, divise mai sempre1’ aver suo ; e molto a prò della pa-tria ne adoprava, instituendo inessa opere pietose, fra le quali congrande munificenza, a chi nella ec-clesiastica milizia proceda, una teo-logica scuola, ricchi premi, e ono-ri di laurea a quali degni ne sie-no, indi al più meritevole annuoassegnamento, onde in Roma alleecclesiastiche scienze intenda. Do-nava a bene della studiosa gioven-tù sua biblioteca, ad augumentodi che molto annuo danaro ; ed infine onde le fanciulle ancora aves-sero a lodarsi di lui, e benedireeternamente alla sua memoria, lo-ro provvedeva di educazione, mer-cè una scuola di cui pie madrihanno governo, e di più a tempoche le ivi educate a nozze vadano,voleva fossero liete di bella dote.In Roma egli moriva nel 17(12mancando a più luminose dignitàdi che avea merito, e sua perditaera comun duolo a quella Corte, al-la patria, ai dotti ; perchè tali uo-mini o non dovrebber mai venirsulla terra, o non dovrebber par-tirne giammai.
Abbiamo di lui alle stampe unaOrazione in lode della Poesia, reci-tata in occasione della libera ra-gunanza degli Accademici Infe-condi il 7 luglio 1737 —una inlode delle Belle Arti, Bologna —altra in lode della Giurispruden-za —Pro inauguratione studiorumOratio habita in aedibusRomanae
Saplentiae'Xir kal. nov. >736, Ro-ma e ex tipographia vaticana —Grado in Funere Caroli VII ro-manorum regis imperatoris electi ,habita in pontificio Quirinali sa-cello ni id. mar. 1745, Romaeapud Ioannem Mariniti Salvionitipog. ponti/, vatic. — Oratio infunere Benedicli XIV. —. Variepoesie, altre in fogli volanti, altrein opuscoletti. Nella edizione delleopere di Bartolomeo Ricci da La-go fatta per sua cura in Padovanel 1748 evvi la vita di questoscrittore compendiata italianamen-te da Girolamo Baruffaldi e da1 ’ Emaldi voltata in latino. Pres-so i di lui eredi conservansi ine-dite: — Oratio prò instaurationestudiorum anni 1747 — Oratiopio electione novi Pontificis —Selva di alcune notizieconcernen-ti la materia delle capitolazionidella Germania — Discorso sullanecessità d’ apprendere la cristia-na dottrina — Amaenitates lite -rariae columnenses.
Francesco Capozzi.
GALI ANI ( Ferdinando ), nac-que a Chieti, nell’ Abruzzo cite-riore, il 2 dicembre 1728 da Mat-teo gentiluomo di Foggia , e daAnna Cialmrri di Lucerà : e morìin Napoli il 3 o ottobre 1787. Nellabreve vita di anni 58 m. io g. 28mostrò, come facendo buon usodel tempo l’uomo possa riuscire agran cose. Dal padre, che esercita-va la magistratura in Ghieti, fucondotto di 8 anni a Napoli consuo fratello Bernardo : e fu granventura, che 1’ uno e 1’ altro fosse-ro affidati a monsignor CelestinoGaliani loro zio, che era specchiodi dottrina e di costumi. Recan-dosi egli a Roma per comporre lecontroversie fra le due Corti, posei nepoti nel monastero de’ pp. Ce-lestini di s. Pietro a Maiella, doveappresero matematica e filosofiasotto la disciplina dell’ Orlando e