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[Volume primo e volume secondo.]
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figliuolo pose amore ad una villa-nella, Angiola Dragona, e (nuovacosa) in grazia di lei più si adden-tri nelle scienze. In capo a dueanni, il padre si fu accorto diquell’amore, e rigido com’era, con-ciasse subito il figlio a Buccino daun suo parente, come in luogo dipena. Vi stette un anno e mezzo :e fu gran ventura , che trovassecolà un buon prete (Giovanni Ab-bamonte) di greche e latine lette-re istrutto, che avea studiato inleggi e in divinità nel Seminariodi Aversa. Più padre che maestro,

10 pose sul buon sentiero delle let-tere, e lo innamorò della verascienza, che non di vane parole,ma d’idee si compone. E lo vede-va crescerea belle speranze, quan-do il ben disposto giovane peravere recitato in una commediaprivata fu scomunicato dall’arci-vescovo di Conza. Per questo ri-patriò colla mente più sana, ma

j colla piaga nel cuore ; se non cheper paterno provvedimento trovòla sua amata già sposa ad un altro.

11 perchè postosi ad insegnare bel-le lettere, si dispose senza più pergli ordini sacri. Fu esaminato pelsuddiaconato sulla teologia dogma-tica, e parve tale, che l’arcivesco-vo di Salerno (Fabrizio di Capita)lo volle maestro di eloquenza nelSeminario: due anni vi stette, estudiò a tutt’ uomo ne’ ss. Padri enella Storia Ecclesiastica. Del i^36fu promosso al sacerdozio, e l’annoappresso mortogli l’arcivescovo eduno zio prete (sue speranze) sirecò a Napoli. Fu per ingolfarsinel pelago del Foro; ma il guada-gno non 1’ allettava, e si elesse fi-losofare: provandosi di uscire dal-le tenebre peripatetiche, che av -

i volgevano le scuole, mostrò lampidi luce, che parvero agli occhi dimonsignor Celestino Galiani: e fuper lui fatto lettore straordinariodi metafisica nell’università. Avondo familiari Platone, VVolfio e Lo-

cke potè di 3o anni pubblicare laprima parte de’ suoi Elementi dimetafisica con metodo geometri-co, ed in latino secondo 1’ uso ;esponendo le sentenze de’ filosofisulle leggi e l’origine dell’univer-so, ed i principii ontologici dietroi lumi delle osservazioni e dell’a-nalisi. Ma fu accusato di scetticis-mo e peggio, perchè confessavad’ignorar quelle cose, che all’uo-mo non è dato conoscere: e la ra-gione voleva per guida, dove fal-lisce 1’ autorità. Così gli convennestampare nel i-j44 un Appendicea dichiarazione di verità male in-tese o mal ricevute. L’ opera colnome dell’ autore e delle sue di-sgrazie si sparse per l’Italia, edacquistò a lui 1’ amicizia de’ savii,fra i quali 1’ ab. Antonio Conti,ed i marchesi Niccolò Fraggiannie Matteo Sardo ; in casa del qualetrovò copia di libri, ed usò co’piùdotti nomini. Nel 1^44 fu propo-sto al marchese di Montallegreper porgli in ordine la biblioteca,che voleva trasportare in Ispagna,e conobbe quel famoso ministro.Sul cominciare dell’ anno seguen-te pubblicò col p. Orlandi gli ele-menti fisico-matematici di Mu-schembroek ad uso delle scuole, evi pose innanzi una dissertazionesui principii de’corpi. Nel settem-bre vacò la cattedra di Etica; e fuper consiglio di monsig. Galianicommessa al Genovesi : che l ionorò più che non ne fosse onora-to. Tolse ad esaminare la naturadell’uomo, donde le sue facoltà, in-clinazioni, passioni, virtù e vizii :dimostrò, lui aver bisogno di unaregola di condotta: quindi dedu-ceva l’esistenza di un supremo le-gislatore e della legge naturale :ragionava dello stato naturale del-1’ uomo , poi dello stato socialec politico. Così 1’ Etica formò laquarta parte delle discipline me-tafisiche, e la scuola di lui fu pie-na di uditori : tra i quali spesso