Band 
[Volume primo e volume secondo.]
Seite
69
JPEG-Download
 

scienza, die Antonio Serra aveaconcepita ed esposta sino dakiò'i 5 ,e Broggia applicata in part^ allapubblica amministrazione, e cheagl’ingegni amanti della realitàaperse un campo assai ubertoso.Si vide subito nel x7B4, anno didisagio e di penuria nel regno,quanto la politica si conforti deilumi della filosofia. Il Genovesipubblicò allora il Corso di Agri-coltura di Cosimo Trinci con unragionamento sulle cagioni del-1’ avvilimento dell’ agricoltura, ecoll’ indicare in fine il metododell’ inglese Tuli perfezionato daDuhamel. Nel 17611 stampatasi diordine sovrano la traduzione delsaggio francese sull’Economia deigrani egli vi pose un discorso in-nanzi, dove indicando le cagionidello carestie tra le nazioni, chehanno fertilità di terreno, venivaa raccomandare l’agricoltura comeoggetto principale dello leggi, e adesiderare per essa un codice e deimagistrati. Coll’ animo principal-mente dì spargere il lume dellabuona filosofia, fecesi ad esporrele cose delle scienze in lingua ita-liana, quando prima non appari-vano che in isconcio latino. Giàsino dal x ^ 5 B avea date fuori al-cune Meditazioni filosofiche sullareligione e sulla morale, propo-nendosi appunto la religione, lanatura e la morale ne’ loro' rap-porti ; ma quanto allo stile, volen-do andare a’versi de’toscani, riuscìsgraziatamente, e meritò la frustadel Baretti. Un uomo di pochelettere avendo stampato Disserta-zioni, che non tenevano di filoso-fico altro che il nome, a discreditodella Metafisica del Genovesi, que-sti diede fuori le Lettere all'amicoprovinciale,e, nel i^boattese adunanuova edizione de’suoi Elementimetafisici con altro ordine: comin-ciò dai principii di ontologia ecosmologia, seguitò della teosofia edell’ anima e natura umana, e ter-

f>9

minò co’ principii della legge na-turale, dove raccolse le più degnecose della teologia. Nel 1764 diedela sua opera de jure et officiis, do-ve zelando per la giustizia eternada Dio data agli uomini studiossidi conciliare i principii della mo-rale con quelli della politica e del-la legislazione: diede ancora leLettere accademiche a confutazio-ne della strana sentenza di Rous-seau sui danni delle lettere e del-le arti : e nel 1766 la Logica peigiovanetti, la migliore del suo tem-po, e che contenendo quasi il suc-co della filosofia può essere tuttoraprofittevole, quando manchi altrafonte più chiara e più salubre. Die-de anche il Trattato delie scienzemetafisiche, dove espose in com-pendio la cosmologia , la teologiae l’antropologia. Nel 17C7 vennefuori colla Diceosina, o Filosofiadel giusto c dell’onesto: ”è offizioi> delle scienze, morali (egli dice)11 lare conoscere così 1’ uomo , co-li me la prima ed insita legge, per« cui si dee condurre. L’uomo puòi> essere considerato solo ed isola-li to, o come membro d’ una fa-ll miglia, o come cittadino di un51 corpo politico, o come capo crea-li to a reggerne le membra.’! Eglisvolge cosi la sua tela, ponendodue principii di morale, T amorproprio, e T amor della specie( altrimenti forza concentrìva ediffusiva ), e ferma questa regolao legge di equilibrio ” serbate in-ii tatti i diritti di ciascuno ; anziii soccorreteli quanto sapete e po-li tete. ii Sembra , che prevenutodalla morte non potesse dare l’ul-tima mano a sì importante lavoro,che meritava le maggiori sue cure.Per altro nelle sue opere d’ italia-no dettato lasciando fuori tuttoche di scolastico era da lasciaredalle precedenti , provvide forsealla dignità della ragione umanae all’istruzione de’giovani; restan-do pure a desiderare talvolta quanto