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dei poveri di Gesù Cristo di Na-poli ( e non già nell* altro di s.
detto perchè nato in Percoli nella Mar-ca e che il suo vero nome di famigliaera Jesi; e nello stesso errore caddepure Saverio Mattei nelle Memorie perservire alle vite di Metastasio e diIommelli ( Colle 1785, 8.vo ). L’autorFrancese dell 1 opera mollo inesatta in-titolata : Essai sur la musique , il Di-zionario Istorico tradotto dal francesee stampato in Napoli nel 1791, il Ga-lanti nella Descrizione della città diNapoli , pag. il\o, il sig. Gennaro Grossinella inesattissima Biografia degli uo-mini illustri del regno di Napoli , e fi-nalmente la Biografia Universale an-tica e moderna dicono uniformementeessere il Pergolese nato in Casoria ( vil-laggio cambiato in città da quest’ ul-tima Biografia). Avendo io fatto ricer-care nei libri battesimali di Casoria*non venne fatto rinvenirvi il nome delPergolese. Dopo molte ricerche da mefatte in vari luoghi, monsignor GianBernardo Pianetti vescovo di Viterbo eToscanella inviò a monsignor C. E.Muzzarelli, che tutta la cura si era da-ta per venire in piena cognizione diciò eh’ io bramava sapere, la seguenteFede battesimale:
In Dei nomine , Amen.
Universis et singulis ad quos eie,Indubitatam fidem facio , verboque ve-rità tis testor ego infrascriptus Paro-chus hujus insignis ecclesiae ad suge-stum divi Septimii pertinenti sequen-tem invenisse particulam in uno rege-neratorum libro signato sub n. 2 pag,684 tergo nempe.
A di 4 gennaro 1710.
Giambattista figlio di FrancescoAndrea Pergolese e di D. Anna Vit-toria consorte di questa cura nato lanotte antecedente a ore 10. Fu battez-zato da me Marco Capogrossi curato.Padrini furono l illustrissimi signoriGiambattista Franciolini , e signoraGentilina de > signori Honorati. ( È danotarsi che ambedue appartenevano anobili famiglie, come monsignor Pia-netti assicurò, il che dimostra che quel-la di Gio. Battista era in qualche mo-do distinta ).
Ouam quidem particulam in prae-fato libro verbo ad verbum fideliter ,diligenterque decerpsisse testor. Inquorum fidem has praesentes litteras
Onofrio, come erroneamente di-*cono il Bertini ed il Mattei ) (1).
mea manu scriptas, subscriptasque de-di t solitoque hujus meae CathedralisParochìae signo firmandas curavi. Dat.AEsìì ex AE dibus Parochìalibus VIIKalendas junii 1801. Ego Alexius Se -verini Parochus man. prop. ( Adest si-gìllum ), — Il Gonfaloniere di Jesi —Certifica vera , ed originale la firmadello Rev. signor D. Alessio SeveriniParroco del Duomo. In fede . — Jesili 3o maggio i83i . — Il Gonfalonie-re. — Settimio Marchese Pianetti.
La qual cosa non dovette esser i-gnota al Quadrio, il quale nella sua Ope-ra che ha per titolo Storia, e ragionedi ogni poesìa nel Tom. V pag. igfiparlando de’ celebri maestri di musicadice ciò, che segue : Giambattista Per-golese di Jesi professore eccellente.
(1) Esistevano in Napoli quattroConservalorii ove gratuitamente inse-gnavasì la musica vocale e strumentaledai più valenti maestri. Il primo det-to dei Poveri di Gesù Cristo fu fon-dato nel 1689 da Marcello Fossalaro diNicotera, terziario dell 1 ordine di s. Fran-cesco d 1 Assisi ; il secondo di s. Ono-frio a Capuana riconosceva la sua ori-ine nel 1600 dai confratelli detti deiianchi di s. Onofrio ; al terzo di santaMaria di Loreto diede nascila nel 1Ò37Giovanni di Tappia prolonotario apo-stolico ; finalmente i2 quarto della Pie-tà dei Turchini ebbe principio in sulfinire del secolo 16. da alcuni confra-telli che univansi in una piccola chie-sa detta T Incoronatella nella contradaRua Catalana, i quali raccoglievano ifigliuoli poveri della medesima dandoloro gli alimenti e le istruzioni . Daqueste scuole vennero fuori di tempoin tempo i Corifei delia musica chetrassero in ammirazione tutta T Euro-pa. Nel gennaio del 1806 si unironoi Conservatorii di s. Onofrio e di Lo-reto all’ altro della Pietà dei Turchiniformandosene una sola famiglia cui sidiede il titolo di Reai Collegio dì mu-sica■ Nell’anno 1808 si trasferì 1’ in-tero Collegio nel locale del monasterodi s. Sebastiano, sotto la direzion delrinomato cav. Nicola Zingarelli ; final-mente nel 1826 furono traslocati tuttigli alunni in s. Pietro a Maiella, in-nanzi monastero dei padri Celestini.Il Conservatorio dei poveri di GesùCristo era stato già lungo tempo primaridotto ad uso di Seminario chiericale