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[Volume primo e volume secondo.]
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Filargiti, ed ascritto fra gli Arcadicol nome d’Itareo. Di lui parlanocon lode il Crescimbeni nella Sto-ria della volgare poesia, il Paitoninella Biblioteca de’volgarizzatori,il Quadrio, le Novelle letterariedi Venezia del «734, e cosi quelledel 1738. Finalmente un articolobiografico ne scriveva il Mazzu-chelli nella sua Storia degli scrit-tori italiani, ed altro assai più dif-fuso ne dava Filippo Vecchiettinella sua Biblioteca Picena, Comeuomo di lettere merita il Borgia-nelli che di lui si faccia gran con-to. La traduzione del principe deilirici latini fu per lui condotta inmodo che non solamente superas-se d’assai le già note in Italia, masi ne facesse egli il primo tollera-re la lettura de’canti Oraziani,voltati nel nostro idioma. Testi-monio di ciò l’acutissimo Vannettinelle sue Osservazioni intorno adOrazio. Che se, nò lo stesso Bor-gianelli ci dava per avventura unvolgarizzamento che ne soddisfa-cesse per ogni conto , facilmentevorremo esser discreti con lui,quando nessuno di coloro che ven-ner dappoi, e che degli studi dilui giovar si poterono , giunse atoccar quella meta che pur si vor-rebbe. Lo che ne farebbe riguar-dare la traduzione d’ Orazio, spe-cialmente quella del canzoniere,come disperata impresa, vista lamoltitudine di tanti verseggiatoriche infelicemente la tentaron fi-nora. E cresce l’argomento, se perlui si considera aver oggi la nostraletteratura tal versione di Pinda-ro che possa confidentemente in-titolarla il Pindaro italiano y noncosì del Venosino, per quanto nepossegga pregevolissime traduzio-ni. Dalle quali tutte, se uomo digusto e d’ ingegno si facesse a tra-scegliere le odi più felicementevoltate, portiamo ferma opinioneche pur si otterrebbe VOrazio ita-liano. E ciò non diciamo noi con

superbo e ritroso animo, quasi chopresumiamo di limitari; anche per1’ avvenire la capacità dei nostripoeti; che nessuno anzi più di noiconfida nella potenza delle italichementi ; ma solo intendiamo d’ad-ditare il mezzo più facile a riem-pire un vuoto della nostra lettera-tura, finché non venga il privile-giato ingegno che per sè solo ilriempia.

Ma per tornare al Borgianelli,le opere principali di lui sono leseguenti, che trascriviamo per in-tero dal sopra lodato Vecchietti.

r, Concerto lirico sitile note diOrazio (cioè i iv libri delle Odi,e quello degli Epodi in versi di va-rio metro ) tradotto ec. ed illu-strato di annotazioni. In Veneziaper il Bortoli 1717 in 12., col te-sto latino di rincontro, e col ri-tratto dell’ autore, che comparisceassai giovane.

2. / Sermoni di Orazio tradottiec. (in terza rima). In Ascoli, pres-so Angelo Antonio Valenti 1730in 8. e in Venezia per AntonioBortoli 1737 in 8.

3 . Le Pistole di Orazio tradot-te ec. ( in terza rima) in Venezia,presso il Bortoli 1734, 17^7 in 8 .,furono inserite anche nel tomoix della Raccolta de’poeti latini vol-garizzati.

4 - L'Arte Poetica di Oraziotradotta (in terza rima). In Ve-nezia presso il Bortoli 1738 in 8.Tanto la Poetica, che le Pistolefurono dall’autore dedicate al Car-dinal Giorgio Spinola con letterasegnata in Fusignano il 1. di di-cembre del 1733, e le annotazionisì hanno ne’margini della stam-pa. Una edizione intera di tutte ledivisate opere si fece, vivente l’au-tore, nel 1 736 col seguente titolo.-Le opere di Quinto Orazio Fiac-co , tradotte dal dott. FrancescoBorgianelli di Monte Lupone. Ve-nezia, per Antonio Bortoli, 1706in 8. voi. iv.