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[Volume primo e volume secondo.]
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209
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di pregio , e meritevole di unamaggior fama ; la quale crescerà,non vi ha dubbio, ove facciansimeglio divulgate, e quando glispiriti travagliati dalla febbre dinovità in fatto di poesia condu-cansi a più riposato sentire. Giac-ciono le di lui ossa prive di ognimemoria nel cimitero di Pistoia;ma il buono zelo di un compagnodella sua giovinezza ne fa certiche in breve verrà ad esse pagatoquel tributo d’ onore che gli otti-mi di cuore e d’ingegno, nell’ in-curia dei cittadini, ban ragione disperare dalla tenera e salda ami-stà .

Le opere di lui divulgate so-no :

Telefono tragedia , Pisa, 1812in 8. piccolo.

Le rime, Milano, 1818 in 8. pic-colo.

Druso tragedia, Firenze, 1816in 8.

Orazione per C anniversariodella nascila di T. Tasso, Firen-ze, 181 n in 8.

Lettera in risposta al conte Ga-leoni Napione intorno alle trage-die di Vittorio Alfieri, Firenze,1818 in 8.

Discorso intorno al teatro ita-liano, Firenze, 1816 in 8.

Discorso intorno all ’ eloquen-za italiana e Traduzione del-[ Edipo re di Sofocle, nel Gior-nale di letteratura , Firenze ,in 8.

Vita di Niccolo Capponi, Fi-renze, 18 ig in 8.

Orazione al congresso diAquis-grana, Edimburgo, in 8.

Vita di Cola di Rienzo, Italia,

1831.

Le tragedie voi. 3 in 8. Firenze,

1 822,

Le inedite sono :

Vite degl' illustri cittadini ita-liani.

Orazioni raccolte dagli sta-rici .

2°g

Varie poesie liriche.

Cola di Rienzo tragedia.

Luigi Giampoiimi.

ANDREUCCI ( Filippo ) , diSiena, nato in questa città nel i ^33da onorata famiglia, ebbe una edu-cazione diretta per la carriera del-le lettere e delle scienze. Fu im-piegato molto sollecitamente nel-l’amministrazione dei Pascoli Do-ganali per conto dello Stato inqualità di computista. Questa col-locazione obbligandolo a trasfe-rirsi tutti gli anni nella Marem-ma Grossetana , e mettendolo incomunicazione con i principalipossidenti e mercanti di campa-gna di quella provincia , lo resericco di molte cognizioni agrariee della nascente allora economicascienza. Di esso fecero moltissimoconto infatti, e per tutta la sua vi-ta, chiunque ebbe a cuore il mi-glioramento della Maremma, e chivi pose peculiare studio come ilXimenes. Fu pubblicata in Firen-ze l’anno 1773 per i torchi diStecchi e Pagani la dissertazionescritta dal medesimo Sulla molti -plicazione del bestiame in Tosca-na premiata dall’ accademia deiGeorgofili l’anno 1769, e questasi trova unita all’ altra memoriasullo stesso argomento del dottorLuigi Tramontani decorata dal-1’ accessit dall’ accademia predet-ta. Fu uomo molto stimato per ilsuo ingegno ed estese cognizioni.La confidenza che posero in lui idiversi governi, che si succedette-ro nella fine dello scorso secolo ;un carattere forse troppo fermo,ed una immaginazione forse trop-po accesa gli procurarono dei ne-mici ; e quando si tratta di uomi-ni di partito è impossibile il daredi questi un giusto carattere mo-rale, se non bai tenuto dietro date stesso alle loro azioni, ai lorocostumi. Mori di 74 anni nel lu-glio 1807. A quell’ epoca nè la sua