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[Volume primo e volume secondo.]
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aggiugnere scritte nella linguacomune d’Italia che si serbano tut-tora inedite, e che, ripulite nelladizione , accrescerebbero fama alnostro Autore se s’avessero a stam-pa. Si è una di queste un Romanzoche rappresentando ta vita dell’ ot-timo Cavaliere insegna il buon usoda farsi delle ricchezze ; e 1’ altraè una importante Narrazione diquelle costumanze della sua dilet-ta Venezia delle quali egli fu te-stimonio e parte, e la cui rimem-branza tortiavagli alla mente ca-rissima allora quando, lasciatoneil domicilio, passò a vivere nellapatria de’ suoi Maggiori. Egli con-dusse in Belluno quasi tutti que-gli anni che scorsero dalla cadutadel Governo della Repubblica Ve-neta sin alla morte, clie lo colsein età assai matura 1’ agosto del-l’anno i 8Ò2 . Le opere poeticheche abbiamo di lui a stampa sonole seguenti : Le Quattro StagioniCampestri, e‘ Quattro Cittadine.Venezia, 1&02 in 8 ., edizioneeh’ ebbe molte ristampe — Poe-sie varie. Venezia , 1817, Voi. 5in 16. Formano i Voi. uno 2.do5 .zo d’una Collezione di Poesie Ve-neziane per mia cura pubblica-te in i 4 Volumi in 16.— PoesieSiciliane dei celebre abate Gio-vanni Meli trasportate in versi ve-neziani. Belluno, 1818, in 8. E'una scelta soltanto dal Lambertifatta di alcune Canzoni e di alcu-ni Idillii del moderno Teocrito si-ciliano . — Proverbi Veneziani.Venezia, 1824, in 16. Sono ytProverbi, dopo i quali susseguita :Aggiunta di Quattro nuove Sta-gioni, ed altre Poesie vernacole.Noi non faremo qui registro dialtre poesie del Lamberti che sisono per varie occasioni pubblica-te in Padova ed altrove ; vorrem-mo bensì che delle molte lasciateinedite, e delle migliori già im-presse, si pubblicasse una sceltacon Anacreontiche, Sonetti, Odi,

4 °?

Idillii, Inni, Apologhi di poesiavernacola. Di tanto pregio risulte-rebbe da non temere il confrontodei Ca nzonieri in dialetto più ri-putati. „

1 B. liAMBl.

COSSALI ( Pieteo ), fu unode’ più chiari matematici italianidel secolo xvni. Sorti nobili nata-li in V crona nel di 24 giugno del-1 ’ anno in 4 B dal conte Bennassù edalla contessa Laura Malmignati.Alle scuole de’ gesuiti ebbe i pri-mi rudimenti letterari, e quindidivenuto convittore del collegioda essi diretto, progredì nelle let-tere e passò alla filosofìa con plau-so grande. Piacque ai maestri ilsuo bell’ingegno, ed egli, ardentedi apprendere, si affezionò a loro,sicché volle vestirne 1 ’ abito. Tut-tavia dovè non molto appresso de-porlo; di che accagionarono alcunile disposizioni del suo corpo intol-leranti cosi rigida disciplina, edaltri quelle dello spirito. Tornatotra’ domestici lari, non cessò daglistudi, sua vivissima passione, ma,postosi sotto la direzione di undotto cherico regolare teatino diNapoli, si die’ tutto alla filosofiaed alle matematiche, prendendo aguida le opere del Wolfio. Lescienze profane non lo distrasseroperò da’ religiosi pensieri, per cuisi determinò di votarsi alla chie-sa, prendendo in Milano 1 ’ abitodi chierico regolare teatino e pro-fessandone le costituzioni. Si die-de allora alla predicazione ed aglistudi sacri, a tanta fama salendo-vi, che portatosi a Padova per re-citarvi un panegirico, gli venneofferta una cattedra di diritto ca-nonico in quella università. Nonaccettò 1 ’ invito, poiché dalla filo-sofia e dalle matematiche, sua pri-ma delizia, sentiasi chiamato po-tentemente. Però tornato in pa-tria , abbandonossi quasi intera-mente alle geometriche contem-plazioni ed alle fisiche ricerche, e