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[Volume primo e volume secondo.]
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gnito ; sempre reudendo ragione,sempre esponendo con metodo echiarezza. Nella superiore è veroche non osservò abbastanza le re-gole della giustizia distributiva,sicché chi calcolasse giusta i me-todi suoi, verrebbe a far torto aquesta o a quella parte j oltrechénon valutò le leggi positive piùeque che vennero^ appresso : nelche non è colpa sua se non previ-de i miglioramenti che poteauonascere da quegli sconvolgimenti,che esso malediceva. Ora il Ragio-niere milanese Bariola ci compa-re con rettificazioni ed aggiun-te (i ) : noi lodiamo il Bariola, nonper questo ripudiamo il Soave .Convinti che ogni cosa proceda,non ci fa meraviglia il trovare isuccessivi più innanzi de’ pre-decessori. Ragioniamo altrettantodella sua Filosofia. I ragazzi cheoggi sul liceo conoscono le dottri-ne di Kant, di Laromiguiere, diDugald Stewart, possono sorri-dere agli elementi del Soave: mase si pensi all’ età sua tanto occu-pata di economia e di matemati-che, che ben pochi badavano allafilosofia, quei pochi non vagheg-giavano. Se non l’empirismo po-polare di Locke e di Condillac,dovremo sapergli grado di avere,se niente aggiunto del suo, raccol-to però il bene di ogni parte ; mo-dificata la filosofia sensuale cuiquegli scrittori guidavano collespeculazioni di Platone e di Carte-sio. Non vi parrà vero, ma al tem-po suo ci volea del coraggio perriconoscere un’ anima nelle be-stie (2). Kant non cominciò a cono-

fi) Proposta di Rettificazione ed ag-giunte all’ Aritmetica del p. Soave, delRagion, h. Bariola, Milano, Bernardo-ni, 1 854-35.

( 2 ) Pareva ardire il sollevar franca lavoce a dire che le dispute puhliche eprivate, le accademiuoie ove si fa mo-stra di un sapere tutto di apparenza,e di sostanza ninna, erano dannose va-nità.

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6 cersi che per opera di luij ma egli,fedele a serbare alla scuola italia-na il titolo che sempre aspirò diretta e di pura, s’oppose al tede-sco ove gli pareva che traesse allasconsolante dottrina della materia.Ricordandosi che scriveva pe’ gio-vanetti, schivò quel cumulo d’ as-siomi , di postulati, d’ aforismi,d’ interminate dimostrazioni chesaziano senza nutrire, sfuggi ilmisticismo delle idee e delle pa-role: non trattò la logica cornoscienza scolastica di pura forma,ridusse le cose elevale alla comu-ne capacità, si attenne all’utileverità della pratica morale e politi-ca. Chi/ion pregia il vero scompa-gnato da ciarlataneria, farà di spal-le al Soave: noi confesseremo cheunendo Stel/ini e Genovesi ( pertacer i forestieri ) sarebbesi po-tuto far meglio ; non per questocesseremo di sostenere che pel suotempo fece bene. Ricordiamociche d’ allora in qua passarono unquaranta o cinquant’anni, ma an-ni che non vanno misurati allastregua comune ; e concludiamoche i libri elementari del Soavesono eccellenti pel tempo in cuifurono publicati : ma che sarebbegran meraviglia se venissero an-cora per 1 ’ educazione adoperatioggidì, dopo passati tali quarantao cinquant’ anni.

Come uomo fu il Soave d’ inge-nui e sinceri costumi, scevri dal-l’affettazione del letterato e del-l’ecoksiastico : parlare lento e gra-ve ; viso alquanto austero, far con-tegnoso , non ostante il quale labontà sua lo rendea caro e venera-to. Molti parenti poveri sostenta-va egli col suo guadagno persona-le, e morendo lasciò ben pochi da-nari, pochi mobili, e fin pochi li-bri. Ingegno esteso, estesa dottri-na, qualora si fosse volto a qual-che parte unica della letteraturao delle scienze n.011 è dubbio chesarebbe riuscito più che mediocre: