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[Volume primo e volume secondo.]
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tra gli antichi e i moderni, passiil divario dell’ immediato e delmediato. Tutto nell’ antichità èimmediato ; il culto è 1’ adorazio-ne immediata degli oggetti fisici;la scienza è in gran parte la co-gnizione delle cose vedute imme-diatamente coi propri occhi; il le-gislatore ha una immediata ispe-zione sulle azioni dei cittadini, ei cittadini hanno una immediataingerenza nei pubblici affari ; persino nella letteratura antica è do-minante il principio che

Segnuts irrìtant animo* Aemissa per aure*Quam quae sunt oculis subjecta Jidelìbus etquae

Ipse sibi tradii spectalor.

Tutto all’opposto avviene nelmon-do moderno ; ogni cosa vi è me-diato ossia rappresentativo. La re-ligione è essenzialmente simbo-lica ; la natura fisica è pel poetacristiano un tipo della natura mo-rale; la scienza immediatamenteacquistata forma la minima partedelle cognizioni di un dotto mo-derno ; ogni governo è rappresen-tativo ; donde una nuova cagionedi ammirare ed adorare il cristia-nesimo ohe col dono della sua fedediede un elemento necessario aibisogni della moderna civiltà. SeFilangieri avesse a ciò rivolto lesue riflessioni, non si sarebbe do-luto insieme con Schiller perchèai nostri giorni sia nuda paro-la e racconto ciò che anticamen-te era azione visibile e rito solen-ne (i); non avrebbe concesso adogni cittadino la facoltà di accusa-re come appresso gli antichi ; nonavrebbe resa cosà immediata 1’ in-fluenza legislativa sui civili pro-gredimenti.

Alle leggi economiche , che so-no materia del libro n della Scien-za delia legislazione, l’autorepropone due oggetti : le ricchezze

(i) Libro lv, cap. xy.

e la popolazione. Non era ancotsorta quella melanconica teoriaper la quale si minaccia la fame ela morte al crescente genere uma-no; minaccia a cui l’umanità nonpotrà sottrarsi se non ricoveran-dosi sotto le grandi ali deila cari-tà cristiana. Senonchè, questi dueoggetti, ottenuti che fossero, nonbasterebbero ancora ; essendochén la potenza dei corpi politici, al« dire di Romagnosi, non derivan solamente dalla grandezza del» territorio e dal numero della po-ti polazione, ma soprattutto da» quei mezzi che fanno concorre-« re le cognizioni e i voleri e quin-» di le forze individuali alla vigo-» ria, direm cosi, personale d’ una« nazione. Altro è la corpulenza» ed altro è la politica potenza.» Quale stato più corpulento del-ti la China e quale stato politica-» mente più fiacco ? » Non essen-do stato consiglio di Filangieri da-re un trattato di economia poli-tica, ma soltanto additare quelleleggi che più fossero cofldllCGIltiai due oggetti indicati, egli si at-tenne in gran parte ai principiidella setta degli economisti allorafiorente, e le sue proposte, comeosservò il Pecchio (ì), sono piut-tosto corollari delle dimostrazionialtrui che risultamenti di una se-rie dei propri raziocinii. Tutta-via , sebbene questo libro sia ilmeno originale dell’ opera e ripetagli errori e le verità della scuolaseguita ( 2 ), il Pecchio crede che

(O Storia della economia pubblicaìn Italia, Lugano 1802 , 2. ediz. pag.345 .

(2) " li ricco, che si dia o non si dia„ alle scienze e alle belle arti, appar-„ tiene sempre alla classe sterile della„ società Non è così del povero. Il fi-„ glio del colono, che abbandona la zap-„ pa per Correre nelle università 0 nel-„ le accademie, priva la classe produt-„ Uva di un individuo per aggiungerlo„ alla classe sterile, la quale è utile che