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[Volume primo e volume secondo.]
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MaRTIGNONI (Ignazio), na-cque in Como il giugno del ij5-jda Giulio e Fulvia Millo da CasalMonferrato , ambedue di ricca enobile famiglia.

Studiò prima nel patrio collegioGallio umane lettere e filosofia,ov’ ebbe a maestro un padre So-masco Giambatista Riva di Luga-no, scrittore di poesie berneschee di una traduzione d’Orazio, leline e 1’ altra inedite ; quindi nel-l’Università di Pavia ascoltò Giu-risprudenza e nel 1 778 fu laurea-to dottore.

Tre anni appresso ascritto alcollegio de’ Dottori in patria lesseistituzioni civili; poco dopo ten-ne la cattedra di giurisprudenzanel liceo di Como, insegnando ra-gione naturale. Dovette però in-terrompere per qualche tempo lesue lezioni per recarsi come in-viato ai comizi convocati da Bo-naparte in Lione. Più tardi ven-ne eletto consigliere presso la pre-fettura del Lario nelle quali varieincombenze mostrò mitezza dicarattere zelo di giustizia e pron-tezza d’ingegno.

Non valendo questi moltipliciincarichi a distogliere il Martigno-ni dal suo studio prediletto del-le lettere e delle arti, meditavanon pure nei nostri classici scrit-tori ma in molti delle stranierenazioni, e di preferenza in Omeroed in Ossian i quali viene nelle sue

opere letterarie ad ogni tratto ci-tando, confrontando, analizzando.Il primo de’ suoi lavori in ordinecronologico sono le Operette Fa-rie (1783) ch’egli stampò appenauscito dal quinto lustro, nelle qua-li discorre sul bello della danza,della musica, sull’antico teatro,sull’ arte del disegno, sull’influen-za del clima, e ne riportò favore-vole giudizio. Di queste operettesono parte alcune poesie di variometro ed argomento, ma sempredi merito mediocre, ormeggiandoservilmente la dominante scuolafrugoniana.

Riguardo ai tempi meritano en-comio i due trattati del Gusto inogni maniera di amene lettere(1795), e del Bello e del Sublime(1810) alle quali opere nocque ilnon contenere che precetti ed os-servazioni già espressi dal P. An-drò, da Sulzer, da Gerard, daBlair, da Burke, da Mendelson eda altri investigatori di questosubietto, e l’essere state seguite daaltre scritture che più splendida-mente discorsero sopra il medesi-mo argomento.

Pubblicòancora una dissertazio-ne sul mirabile e su ipersonaggiallegorici , sul loro uso ne' poemie nel teatro nella quale pone adesame le diversità dei due generiepico e tragico, critica in Milton lamacchina tutta fondata sul mera-viglioso ed in cui enti allegorici