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[Volume primo e volume secondo.]
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nelle colline Sancolombanesi ilronchigliare, cbe insegnò conver-tire in calce da sostituirsi alla pia-centina. Cinque fabbriche di que-sta calce per consiglio ed opera delCavezzali si eressero in S. Colom-bano,che durano tuttora con gran-de vantaggio di quegli abitanti.L’ annata elei 1792 volse contrariaalla Lodigiana agricoltura per lacattiva riuscita de’formaggi. Die-tro rimostranze fatte dalla provin-cia, la maestà di Leopoldo Augu-sto ordinò una commissione appo-sita aflìnchè studiasse la ragionedi tanto danno. La Commissione siadunò in Milano, e il Cavezzaliche vi fu membro, dimostrò checiò derivava dalla cattiva qualitàdel sale contenente de’ muriati abase terrea , il quale adoperavasinella fabbricazione. Tutto dedica-to a rendere la chimica profitte-vole agli usi della vita, trovò inquell’anno stesso il modo di cava-re lo zucchpfo dalle uve, e lo pub-blicò in una memoria che fu inse-rita negli Annali di Chimica diParigi, e negli Opuscoli della so-cietà patriottica in Milano nel 1 cq'l.Conosciutasi per tali modi la va-lentìa del Cavezzali nella chimi-ca e nella storia naturale, sua Al-tezza Serenissima l’Arciduca Fer-dinando, che di que’tempi reggevala Lombardia, lo nominò nel 1 704a Direttore della Farmacia dell’O-spedale di Lodi. Lasciò non senzarincrescimento il diletto borgo; ma1’ amore alle scienze naturali lochiamava tratto tratto alle bellecolline, ed ivi nel 1796 scoprivaun’ arena epiarzosa che dimostròadatta alia fabbricazione delle sto-viglie e de’ vetri, in sostituzionea quella d’Antibo, di cui in queltempo la guerra della rivoluzionefrancese impediva il trasporto congrave danno delle fabbriche na-zionali. Anche dallo scavo di que-st arena , che continua tuttora ,notevole rendita proviene ai San-

colombanesi che viva gratitudinene serbano al Cavezzali. Lo stes-so anno inventò una macchina sem-plicissima per fabbricare 1’ acidosolforico in camere di piombo. Daquesta invenzione ebbe principioin Milano la fabbricazione in gran-de fino a quel tempo sconosciutain Italia, dell’acido solforico. Que-sto processo riuscì così facile e pocodispendioso che 1’ acido solforicodiminuì di prezzo ; la qual cosa fudi grande vantaggio alle manifat-ture lombarde e italiane che- talsostanza prima ricevevano dall’O-landa. All’inventore fu dal gover-no decretato il premio d’una me-daglia e d’una pensione annua;ma il subito rivoglimento politicoda’ Francesi operato in Lombardiaimpedì l’effetto di questa comedi tant’altre utili ordinazioni. Pub-blicò nel 1803, un processo per lapreparazione del Kermes minera-le, che fu tradotto in lingua fran-cese tedesca e spagnuola. Fece e-sperienze sull’ eterificazione, lequali come vennero in luce nelifh >5 gli suscitarono una criticapiuttosto mordente dal professoreBrugnatelli di Pavia, a cui risposovittoriosamente, e gli meritaronoinvece suffragi e lodi dal farmaci-sta Pietro Montini di Viadana chediede a tal uopo in luce un opu-scolo in forma di lettera (1). L’in-venzione della Pila Voltiana attras-se tosto il chimico Cavezzali, che1’ applicò ad esperienze chimiche,di che i giornali scientifici feceropubblica attestazione. Nel 1807scrisse sulla natura dei sali alcalinisoda e potassa; e di questo scrittoin cui il Chimico Lodigiano an-nunziò risultameriti che oggidì do-po tanto incremento della chimi-ca si tengono nuovi e recenti, cor-se onorevole grido principalmen-te pei giornali di Napoli. Scrisse

(0 Mantova, dalla Tipografia di Frao»cesco Agazzi itiob.