Sardegna proposto nel migliora-mento della sua agricoltura ( i ). Inquest’opera insigne egli prese dap-prima a tessere la storia dell’ agri-coltura antica della Sardegna, spe-cialmente sotto alla dominazioneRomana; e mostrandola fioritissi-ma per le tante testimonianze chese ne hanno negli scrittori classici,ne trasse anche argomento a discor-
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rere dell abbondevole popolazionedi quei tempi, cagione ed effetto diquella straordinaria feracità. E ciòtrattando manifestossi qual era va-lente erudito e perspicace critico;come scegliendo questo nobile e-sordio alla sua opera, manifestatocrasi arguto ragionatore, giacchéla lezionemigliore per l’avvenire èla storia del passato, e si resistemeglio alle ragioni che agli esem-pi. Prendendo quindi a discuterecon molta dottrina le cagioni dellacosì detta intemperie da cui è am-morbata in certe stagioni una par-te del suolo Sardo, scrisse anchedella correlazione di questo viziodel clima con lo stato dell’agricol-tura ; non meno che dei vizii mo-rali che s’ingenerano nelle perso-ne di contado quando i metodiagrarii non indirizzati sonoa tene-re perennemente svegliata l’operaloro. Così dopo avere svolto abil-mente queste importanti questionipreliminari, si pose animosamen-te a fronteggiare la gran quistionedella comunione e quasi comunio-ne delle terre. Per la qual cosa ri-traendo o congiungendo a questogran vizio dell’agricoltura Sarda ivizii tutti minori,cioè la mancanzadi poderi coltivati da famiglie ru-stiche che vi abbiano stabile sog-giorno, e il difetto di chiudende el’imperfezione dei contratti di so-cietà, e quella degli stromenti agra-rii, e lo scarso numero delle pian-te specialmente degli ulivi e dei
(i) Stampato in Torino in 2 voi. in4- nel 1776.
gelsi ; e contrapponendo a questetristi verità di fatto gli escutpiidella ricchezza agraria dei paesigovernati da diversa legislazione,si fé a stabilire i canoni del rifio-rimento della Sardegna, che mo-strò esseresolamente sperabile me-diante il ripartimento delle terrecomuni o per tali tenute, e me-diante 1’ acquisto della proprietàperfetta in quelle altre che soloper metà appai tengono al loro pa-drone; il quale obbligato ad assog-gettarle negli anni di riposo al pa-scolo degli armenti del comune ,nè può cingerle di riparo, nè spe-ran i incremento di piante, nè ten-tarvi nuove industrie, nè profitta-re con la vicenda di sementi di va-ria natura dei molti benefizii cheal patrimonio dell’agricoltore edalla bontà stessa delle terre suoleapportare la cosi detta ruota agra-ria. Prese infine a combattere unaper una le obbiezioni più specio-se che potevano contrapporsi aquelle saggio teorie ; e congiun-gendo sempre i ragionamenti e gliesempi gli arricchì ancora con lanotizia dei migliori precetti ruraliche ai suoi tempi erano conosciuti.Talché il suo libro fu al tempostesso pel governo un progettosaggio e ragionatissimo di riformalegislativa ; per 1 uomo attaccatoagli antichi abiti o male istruttodi quanto potea giovargli un ragio-namento possente e buono a tor-gli i panni d'in su gli occhi, evolgerne 1’ attenzione a miglioricure; per l’uomo desideroso e bi-sognevole d’istruzione un catechi-smo agrario. E cosi in qualunqueaspetto il libro si riguardi, i pregidel valente economista dello scrit-tore filosofo e dell’amorevole agro-nomo, invitano sempre il lettoreapregiare l’autore e a benedire 1’ o-pera. Si scostò è vero in essa il Ge-melli dal pensiero del ministro Bo-gino, dando una distesa talea le sueconsiderazioni , che difficilmente