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[Volume primo e volume secondo.]
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tifila Casa de’ Ferrcri, ragguarde-volissima del pari in Ispagna chein Piemonte. Al nome del Casatosi aggiunse per Clemente quellodi Priocca, eh’ era un feudo dipen-dente della famiglia. Quantunquela nobiltà Piemontese fosse deditaprecipuamente alle armi, che traquesti popoli la rinomanza guer-riera precedette sempre ogni altra,non mancavano per altro anchenelle famiglie piti insigni coloroche attendessero agli studi, soprat-tutto delle leggi e delle dottrineconnesse colla scienza dei governopubblico • e per poco che si voglia-no scorrere gli annali della nostrastoria civile si trovano i nomi piùillustri uniti a quelli distinti soloper recenti meriti, posti gli uni egli altri in beila gara di servire al-lo stato e di procacciarsi stima efiducia dal principe e da’sudditi.

Attese di buon animo Clemen-te Damiano allo studio della giu-risprudenza, ed ebbe la laurea«iella Università di Torino; colti-vino egli ad un tempo Iti lettere,e compiaceVasi singolarmente delconsorzio di parecchi giovani pie-montesi amantissimi di questa pa-tria italiana e bramosi di accre-scerne aneli’essi la gloria. Così fucompagno all’ Alfieri, che fin d’ al-lora sentiva ni sè divampare quel-la fi anima che tutto poscia l’inva-se, e insieme con lui erano Ago-stino Tana scrittore elegante diversi, e Benvenuto di San Raffae-le autore di forbitissime prose, edOrsini d’ Orl-ia ssan e pensatore a-cuto, e scrittore quant’ altri mf.iconciso. Appena ebbe finito il cor-so degli stadi clic venne da’ con-discepoli eretto a Rettore dell’ U-ìiiversità, significazione onorevole,simulacro d’autorità sugli eguali;di poi fu ascritto tra i dottori delCollegio de* Giureconsulti dopod' aver dato testimonianza di sè ingravissimo esame, apice e coronadegli onori accademici Introdotto

quindi nella pratica forense notitardò a ricevere prove della realemunificenza essendo statodappri-ma nominato a riferendario delRe nel Consiglio de’inenioriali,poscia Senatore nel Senato di Pie-monte.

Sono i Senati negli stati di ter-rafernia del Re di Sardegna, la su-prema Magistratura giudiziaria ,ed in sè raccolgono l’autorità dei'tribunali d’ ultima cognizione el’ingerenza intorno ad alcune par-ti di civile governo; non dissìmilidegli antichi Parlamenti di Fran-cia, alla cui imitazione furono sta-biliti ab antico. Dotto cosi nelleleggi civili come nelle ecclesiasti-che, accurato sostenitore delle le-gìttime prerogative del Principe,di animo incorrotto, diligentissi-mo, seppe ben tosto il Cavulier diPriocca conciliarsi 1’ approvazionedell" Universale, e non andò gua-ri che il Re volle dar premio a’ suoiservigi, e valersi in più largo cam-po dell’ opera di lui mandandolosuo ministro plenipotenziario allaSanta Sede. Fu antico istituto dei.Principi di Savoia il commettetetale importantissimo carico d’ Ora-tori al Pontefice a personaggi scel-ti tra’ Magistrati giudiziarii, per-chè i negozii di quella legazionerichiedono notizie esatte ed estesedei diritti del Sacerdozio e del-F impero, e quella maturità d’ esa-me nelle pratiche elle molto ritraedella solennità dei giudizi. Entra-to in quella via, nella quale erasigià segnalato, uno tra’suoi prede-cessori, il marchese Ferrerò d’Or-niea, rinomatissimo statista, riuscìil Priocca ad adempiere perfetta-mente le intenzioni del suo Sovra-no, ed a meritarsi 1’ affetto e la sti-ma di Pio VI che allora sedevasulla Cattedra di S. Pietro.

Ma già fremeva in Europa quelturbine che doveva di poi sconvo!»gere tutti gli ordini pubblici, scuo-tere dalle fondamenta le istituzioni