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[Volume primo e volume secondo.]
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l’indole letteraria del secolo scor-so : ora quell’ antica scuola è in-tieramente scomparsa. Immutabi-le tra i yarii cangiamenti del gu-sto, le ultime sue poesie hanno lastessa fisonomia e il colorito me-desimo delle prime. Per questorispetto il Vittorelli fu più tenacenel suo proposito di quello sienostati il Monti, il Foscolo, e il Pin-demonte, suoi contemporanei, iquali tenendosi, qual più qualmeno, nel generale abbracciatialle vecchie dottrine, non manca-rono di piegarle e contemperarleai nuovi bisogni dell’ età propria.Notiamo ciò come un fatto: per-chè si potesse da una tale immu-tabilità trar cagione di lode con-verrebbe dimostrare che tutte leinnovazioni tentate in questi ul-timi anni fossero vane o dannose,ciò che non crediamo si possa, equando anche si potesse, doman-derebbe assai lungo discorso. Gliuomini sono immutabili tanto perforza d’ animo e di fatte riflessio-ni, quanto per semplice inerzia odebolezza di ragionamento. 11 Vit-torelli non avrebbe forse alteratiper nulla i suoi principii, anchedopo avere esaminati i principiiopposti, ma crediamo non siaglimai bastato la voglia di porsi adun tal esame. Che che ne sia, eglivisse e morì poeta d’ Irene e diDori. Il secolo in cui fu allevatoamava la poesia epigrammatica,anzi in quel secolo tutto era epi-grammatico, fino alla sacra elo-quenza. La maggior forza e il lu-me maggiore dell’ intelletto più«he in altro spiccava nelle antite-si, e se ne veggono vestigi, anchein quelli che furono preservatidal farne principal fondamentoalla propria maniera di comporredalla sovranità dell’ ingegno e dal-le grandi passioni

Le prime poesie del Vittorellidi cui giovi tener memoria sonoraccolte in volumetto stampato in

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Padova dalConzatti nel 17^ 3 . So-no esse un poemetto in due cantisopra il T’upè, nota foggia di ac-conciatura pel capo, antica finodai giorni di Giuvenale, ma rin-novata a tempi poco lontani. 11primo canto si ferma alle donne:nel secondo si parla degli uomini,essendosi anch’ essi assoggettati aquella moda, ciò che il satirico ro-mano non lasciò scritto del pro-prio tempo. Seguono due altripoemetti più brevi, il Naso e loSpecchio ; quindi una traduzionedella Batracomiomachia di Ome-ro, e per ultimo un’ Encomio del-la ricchezza per soluzione del pro-blema proposto nel 1772 dall’Ac-cademia di Bassano : se una cittàpossa più sperare il promovimen-to del pubblico bene dal cittadinovago di onore, oppur di ricchez-ze. Tutti questi poemetti, com-presa la traduzione della Batraco-momiomachia , sono in ottave :per questa ragione, forse, e perla vivacità e disinvoltura che ilpoeta ha cercato d’infondere neisuoi versi, appose ad essi comeper epigrafe il motto dell’Allacci :Il ferrarese Omero — Seguo colmetro e collo stil da lunge. Sivede in questi primaticci lavoridel Vittorelli, dacché sono lavoridi un giovane poco più che diventun anno, una rara perizia dilingua, e molta copia e sceltezzadi poetica locuzione. Ci si vedeancora di già palese la inclinazio-ne alfrizzo gioviale ed all’epigram-ma, che abbiamo accennato comepropria del secolo, e che fu sem-pre compagna al poeta fino all’ul-tima sua vecchiezza. Pregato, po-chi anni sono, da chi raccoglievacomponimenti in lode de’ cani adare alcuna sua cosa per quellaraccolta, se ne scusava in quattroversetti con dire che la vicina vi-sta di Cerbero lo svogliava dalpensare a un tal tema. E’ notabi-le che un poeta, che raggiravasi