1’ idrogeno svincolato della suacombinazione coll’ ossigeno, bru-cia , e si risolve nuovamente inacqua, prima di mettersi in co-municazione coll’aria esterna,giacché non mai si vide fiammenò sul cratere in fuoco , nè sullasuperficie delle lave fluenti «.
Per quanto si voglia trascorre-re brevemente sulle moltepliciscoperte del Covelli è forza ferma-re l’osservazione nostra su quel-lo scritto col quale, prendendo adillustrare la orittognosia vesuvia-na (i) mostrossi un emulo rispet-tabile degli Haùy, de’Beudant,e dei Berzelius. In questo scrittostampato nel non solo esat-tezza neH’enuinerazione do’carat-teri delle specie minerali vi si rin-viene; non solo tutte le formesvariate vi sono con rigore geo-metrico espresse, e» la loro giaci-tura indicata, ma vi si trova ezian-dio la descrizione eli quarantaduespecie di minerali non prima ve-dute nel Vesuvio, e tra queste al-cune specie non mai osservate nèal Vesuvio, nè in altra parte delglobo. La Coliinia (Piombo mu-riato) è un prodotto naturale ve-ramente nuovo in mineralogia, critrovato la prima volta dal Co-velli dopo la eruzione del 1822.L’ Umholdilite, la Cavolinite, laCristianile, e la Diotina, sono sta-te del pari annunziate come al-trettante specie minerali del Ve-suvio, delle quali i vulcanologinon avevano mai sospettata 1’ esi-stenza. Non è poi da sorprender-si se Io spirito penetrante del Co-velli abbia potuto una qualchevolta ingannarsi, e credere nuovauna specie già conosciuta , comeavvenne della sua Cristianite, de-scritta in precedenza dal sig. Ro-se sotto il nome di Albite , concios-
( 1 ì Prodromo della mineralogia ve-suviana di pagine 483, con /g tavolein rame. Napoli in 8.
siacbè stala sarebbe maraviglianon comportabile coll’ umana fra-gilità , se un uomo che il primocondusse a buon sistema la oritto-gnosia vesuviana , non avesse nèincespicato giammai, nè posto ilpiede in qualche mal passo.
Dopo il Prodromo altre operedivulgò il Covelli col mezzo deigiornali esteri e nazionali, e inognuna lasciò tracce luminose diforza d’ingegno , e di cognizioniprofonde, doti che gli meritaronoun seggio distinto fra i naturali-sti d’ Europa.
Opere date in luce.
1. Trattato elementare di Fi-sica sperimentale di G. B. Biot.Traduzione divisa in 5 volumi.Napoli, 1818, in 8. Covelli arric-chì questa sua traduzione di molteaggiunte concernenti alle scopertefatte dopo la pubblicazione del-1 ’ originale francese ; e volle altre-sì corredarla di un suo compe ndiodi chimica , il migliore che si po-tesse desiderare in quel tempo.
2. Cenni sullo stato del Vesu-vio dalla grande eruzione del1822 in poi.
5 . Osservazioni igromeliche fat-te in compagnia del chiarissimofisico Guglielmo Herschel.
4. Ricerche sullo stato termo-metrico della grande corrente dilava del 1822, e de' fumaiuoli delcono, e del cratere.
5 . Osservazioni geologiche sul-la struttura del cono del cratere.
6 . Osservazioni sopra gli in-setti abitanti nei fumaiuoli delVesuvio. Tutte le suddette me-morie sona state inserite nel Pon-tano , giornale che si pubblica aNapoli.
n. Scoperta del bisolfuro di ra-me. ( Annales de china, et de phis.),Parigi, 1829.
8. Scoperta del trisolfuro diferro (ivi).