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[Volume primo e volume secondo.]
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la sorgente principale della prò*pria sussistenza, trovi modo di ap-plicarsi allo studio de’ suoi pro-gressi, e meno ancora di dar ope-ra alla composizione di scritti, cheservir possano di ammaestramen-to altrui. Pure fu tale 1 ’ attivitàdel Pezzi e 1 ’economia del tem-po da lui osservata , che non sola-mente attese ad ognuna di questeoccupazioni, ma si adoperò in ol-tre in tutto quello che favorir po-tesse fra’veneti l’incremento del-l’arte da lui prediletta. Nella qua-le intenzione uno de’servigi pre-stati da questo esimio uomo, e chedivenir poteva sorgente di grandis-sima utilità , sta certamente nelmerito eh’ egli ebbe di avere ra-dunati i legami che insieme uni-vano i membri della pubblica So-cietà di medicina , e che i turba-menti politici del 17^7 aveva di-sciolti ; Society alla quale le suepareti domestiche diedero il pri-mo ospitale rieletto, c di cui erabenemerito presidente allorché fuunita all’Ateneo veneto. Nè vuoi-si tacere, che così nella qualità dipresidente della Società di medi-cina , come in quella di membroordinario, e poscia onorario del-l’Ateneo, egli lesse a queste acca-demie vari scritti ragguardevoli,alcuni dei quali, che riderò la lu-ce delle stampe, fanno fede delsuo sapere distinto , dell’ arte diosservare eh’ egli possedeva esqui-sita, e del riposato s io discerni-mento. E tutto questo egli operòin mezzo all’incessante movimen-to di una pratica estesissima, econtrariato molte volte dalle con-seguenze di un temperamento as-sai dilicato, e dalla perdita dellasalute , alla quale eoa troppo difrequenza soggiacque nel decorsodel viver suo. Ed è a credersi chela malattia, la quale lo tolse a’ suoiin una età elle non era ancora seni-le, fosse in gran parte il prodottode protratti suoi lavori di corpo e

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di spirito, ai quali per indole efors’ anche per abitudine non sa-peva porre un limite conveniente.

Fino dal settembre dell’ anno1825, essendo egli nei dintorni diBassano, aveva cominciato a vede-re nell’ enfiagione delle sue gam-be gli effetti di una infermità, cheda principio si presentò con le ap-parenze di una semplice affezionereumatica, ma che in fatto traevada più lontane e più profonde ori-gini di viziata organizzazione vi-scerale. L’aria di Bassano, nellaquale ogni anno riducevasi per al-cun tempo, onde ristorarsi dallemolte e continue fatiche della suaprofessione, parve che aggravasseo almeno non alleggerisse i suoiincomodi; per lo che si ricondus-se a Venezia nella fiducia , che lecomodità domestiche e 1 ’ assisten-za de’ più distinti medici della cit-tà, che tutti si recavano ad onorela sua amicizia, valessero a rimet-terlo in salute. Qui la malattia sog-giacque alle varie vicende propriedell’indole sua, ma nell’insiemeprogredì di continuo verso il suoaccrescimento, e dopo quattro me-si dal suo principio, le gonfiezzesi erano estese a pressoché tuttala persona, ed avevano acquistatodimensioni così grandi da obbli-gare l’infermo ad una quasi tota-le immobilità. Le forze digerenticaddero in proporzione che cre-sceva la malattia; di maniera che,smunto di ogni vigore , privo dinutrizione,aggravato dall’ immen-so peso della strabocchevole copiadi acque, che in modo veramentespaventoso distendevano le sriemembra, vide avvicinarsi lenta-mente la morte eh’ egli ormai a-spettava come unico termine del-le sue sofferenze, ma l’aspettavanon già col superbo disprezzo diuno stoico, bensì con la religiosoe paziente rassegnazione d’ uncristiano. Confidente nella religio-ne da lui sempre amata ed obbedita.