Band 
[Volume primo e volume secondo.]
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intitolano d’un Zio a suoNipotc.Trattami in «se argomenti di let-teratura per la più parte, con fre-quenti richiami alla morale , aquella morale dolce, ingenua, ches’intende da tutti, che tutti vor-rebbero professare , che nessunonon può non amare. Non manca-no queste lettere di certa sponta-nea festività, e sono condite difrizzi molto piacevoli: se non fosseun poco di affettazione, si potreb-bero proporre a modello di helloscrivere, e certo mostrano nel loroautore perizia somma nel maneg-giare la propria lingua. Alcunigiudizii letterari, a cui non dove-vano certo far eco i contempora-nei, e probabilmente non farà laposterità neppur essa, sono espres-si con quella confidente lealtà clicsempre trapela dall’ opere di chiscrive coscienziosamente, senza te-mere i favoriti della fortuna , cheanche in letteratura non mancano,e il cinguettìo della plebe imitatri-ce, pronta a mettere in cielo o lan-ciar negli abissi secondo la vocecorrente. L" ingegno festivo , e sovuoisi un po’ caustico del Casa-rotti prese campo a diffondersianche in alcune favolette così det-te E sopitine , stese in parte sul-l'andare di quelle dell’Esopo vol-garizzato per uno da Siena, al-le quali favolette è premesso untiattatello intorno alla natura ditali componimenti. Più tardi dottò anche una vitarella di Esopo,(piando cioè, mostrando d’esserecontinuatore dei trattateli Ma-labarici dell' aliate Michele Co-lombo, raccolse in due libretti, almodo succinto degli aforismi, mol-to ime osservazioni circa il viveresocievole, e savi insegnamenti dipratica filosofia. Parecchi di siffattiaforismi ad essere veri e saporitiepigrammi non d’altro abbisogna-no che del verso ; la concisione cf arguzia c’ è tutta. Alcuni nuovimetodi d’ insegnamento prescritti

nel Collegio di Como diedero alCasarotti ragionevole motivo dipensare a trasferirsi in Milano ainsegnarvi Religione nel GinnasioConvitto Calchi-Taeggi, per es-serne invitato dall’ Amministra-zione deputata a sopraintenderequel ginnasio. Ciò avvenne circail 1820. In quell’ anno aveva datoin luce coi tipi dell’ Ostinelli diComo una orazione per solenniesequie fatte a Monsignore CarloRovelli Vescovo di quella città, ene permise la stampa così per al-tro, sue parole, che si faccia sa-pere a chi vorrà leggerla, comedue soli giorni e mezzo di tempomi vennero accordati a comporla ;di essa dalla prima all' ultimavoce è proprio quella medesima ,che in s. Eedele ho già recitato ;e finalmente che non sono io giàche, riputandola qualche cosa ,ve la proferisca - ma bensì voi checon una pia intenzione La preten-dete. E tuttavia 1’ orazione giusti-fica il giudizio premesso alla ri-stampa che se ne lece in Milanodal Silvestri quattro anni dopo ,cioè : che l' entusiasmo , destaloda nobili e patetiche circostanze,fa spesse volte uscir prose e versimeglio improvviso, che non a pen-sarvi. Non fu questo il solo lavorooratorio del Casarotti. Cinque ora-zioni compose sopra Gesù Croce-fisso, un’ altra per la visitazione diMaria Vergine, un’ altra per s. Ca-limero Vescovo di Milano e mar-tire, un’altra per sant’AbbondioVescovo e protettore di Como, eun panegirico sopra l’Ànnunzia-zione ; tuttociò stampato e ristam-pato in Como e in Milano tra ilventitré e il ventisette. L’eloquen-za di questi discorsi ritrae moltopiù del francese che del modo ita-liano; italianissimi però semprela lingua e lo stile. Credeva il Ca-sarotti essersi accostati alla perfe-zione , meglio de’nostri, i sacrioratori francesi con quella loro