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[Volume primo e volume secondo.]
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alle instanze di ira suo caro amico,che il volle domestico precettoredei propri figliuoli. Ma ritornòpresto in patria, e quivi si diedea spiegare privatamente teologia.Stretto di grande amicizia con Gi-rolamo Tartarotti, questi morendolo lasciò erede di tutti i suoi ma-noscritti , e gli legò anche unasomma in danaro s’ egli si acci-gnesse a terminare e pubblicarele opere, che essò Tartarotti ave-va lasciate imperfette. Ciò non fe-ce però il Graser distratto da altrecure. Ma lodò 1 ’ amico con pubbli-ca orazione funebre recitata nelmaggior tempio della città , e lastampò, e nc scrisse anche la vita,lasciandola però manoscritta, e noncompiuta. La fama, in cui era sa-lito il Graser, gli procacciò nel1761 l’onore di essere chiamato aInspruck Bibliotecario della Te-resiana, succedendo in quell’ uf-fizio al celebre Iloschmanno, edi essere nominato professore diEtica in quella Università. In tut-ti e due questi uffizi fece moltobene il dover suo, e nel migliora-re, ordinare, e descrivere la bi-blioteca , che anche arricchì dimolti libri, consumò varii anni.Nel [774? ricusata la cattedra diDiritto canonico in Pavia , passòin Inspruck da quella di Etica allacattedra di Storia civile, e lettera-ria ; e da questa nel 1777, dopoconvocato in Teologia, a quelladella Teologia dei Padri. Pubbli-cò in questo tempo alcune latineintroduzioni di cattedra. Nell’ an-no '779 per cagion di salute ri-nunziò ad ogni incarico, e ritornòin patria, godendovi in ricompen-sa dei prestati servigi di uno sti-pendio, concedutogli dalla sovra-na munificenza. Quivi visse tran-quillo, occupandosi spesso a trattarcause civili, o canoniche secondoche ne era richiesto, nel qual ge-nere dettò molte scritture, cheper la forza del ragionamento, la

chiarezza dell’ esposizione, e 1’ a-cume dei sali gli procacciaronofama ed onore. Tre di queste so-no a stampa, e furono lodatissimequando comparvero alla pubblicaluce . La prima : della vocazione ,e professione religiosa di un fi-gliuolo unico di genitori poveri ,quìstione canonica ec. fu trattataper sostenere le -agioni di un vec-chio, cieco, poverissimo padre, acui si toglieva ogni mezzo di cam-pare la vita coll’ aver tirato in unconvento per farsi frate 1’ unicosuo figliuolo . Il Graser passandodalla quistione particolare a trat-tare dei doveri in generale dei fi-gliuoli verso i genitori $ del ve-ro senso delle parole di Cristo inquesta materia ; della vera voca-zione divina, che non può contra-riare i precetti di Dio, e dee nonessere mossa da alcuna seduzioneod artifizio umano; dell’ empietà,che mente talora il carattere dellapietà; parla con tanta profonditàdi scienza canonica, con tanto vi-gore di argomenti e di autorità ,da non lasciar nulla da desiderarein vantaggio della sua causa. Tut-to è poi bene distinto, tutto soste-nuto da acconce riflessioni, tuttoè solido, profittevole, e chiaro. Diquesta scrittura compiacevasi sem-pre particolarmente il Graser. Laseconda : De Presbiterio et in eosedendi jure Disputalio etc. ( in-diritta a Mons. Garampi NunzioApostolico a Vienna, il quale gliscrisse commendando 1’ opera as-sai, ed eccitandolo a mandarglie-ne un esemplare per presentarloal sommo Pontefice Pio VI, ciòche il Graser fece unendovi unalettera per Sua Santità ) fu scrittain difesa dei diritti del Clero disan Marco di Rovereto contro lepretensioni di tina confraternitasecolare, e prima in italiano, poi,lasciata da parte ogni cosa, che ri-guardava la lite in particolare,stampata in latino. E opera piena